L’Università degli Studi di Bari attacca Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Renzi. Al centro della contesa ci sono i punti organico assegnati da Roma agli atenei italiani in base ai quali gli stessi potranno procedere alla sostituzione del personale andato in pensione con nuove assunzioni.

L’Università Aldo Moro di punti ne ha avuti dieci, uno score raddoppiato rispetto a quello dell’anno precedente, ma non in linea con le attese del consiglio di amministrazione. Soprattutto, un punteggio inadatto a ridisegnare in maniera soddisfacente una situazione che vedrà circa ottanta professori andare in pensione e l’ateneo barese messo nelle condizioni di farne subentrare solamente una decina. In sostanza, una decisione ritenuta senza senso.

Alla luce di questo, e dell’analisi di una ripartizione ministeriale che penalizzerebbe tutte le università meridionali a vantaggio di quelle del Nord, il Cda ha inviato al ministro Giannini una richiesta di rapido ritiro del decreto, intimando allo stesso tempo la scelta di nuovi parametri d’assunzione in linea con quella soglia del 30 per cento minimo di turn over che la stessa Giannini aveva assicurato ai rettori delle università in un incontro tenutosi a Roma non più tardi di sei mesi fa.

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