Non accennano a placarsi le polemiche dopo la stabilizzazione dei dipendenti precari della Regione Puglia avvenuta l’11 novembre. Il Coordinamento Nazionale Infermieri della Federazione Sindacati Indipendenti, stanco di subire trattamenti da lavoratori di serie B, ha indetto una manifestazione di protesta martedì 25 novembre con tanto di presidio davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Sanità.
Di seguito la lettera aperta indirizzata dall’FSI al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all’Assessore alla Sanità Donato Pentassuglia.

 

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONE PUGLIA
On. Nichi Vendola
ALL’ASSESSORE PER LE POLITICHE DELLA SALUTE
Dott. Donato Pentassuglia
AI PRESIDENTI DEI GRUPPI CONSILIARI REGIONE PUGLIA

I lavoratori precari dipendenti delle amministrazioni pubbliche della Puglia sono centinaia: dalla sanità agli assessorati fino alle società collegate. In data 11 novembre 2014, il Consiglio Regionale della Puglia, ha detto sì alla stabilizzazione dei precari della Regione, proposta dal gruppo consiliare del Partito Democratico, attraverso la Legge di Stabilità 2014 che consentirà la stabilizzazione di circa 800 persone. In dettaglio, si tratta di 379 degli assessorati, 74 delle società collegate e 316 dell’ARIF (i forestali).

La domanda nasce spontanea: ci sono lavoratori precari di serie A e di serie B? E chi lo ha deciso? Dove sono i lavoratori precari della sanità? Centinaia di infermieri lavorano da anni nelle strutture sanitarie pugliesi e in particolare presso il Policlinico e la ASL di Bari, senza che si prospetti loro la possibilità di un contratto a tempo indeterminato. Negli ultimi anni, complici anche il blocco del turn over ed il piano di rientro regionale, una vasta platea di infermieri ha raggiunto e superato abbondantemente il requisito per una eventuale stabilizzazione non potendone però usufruire.

Alla legittima richiesta di un provvedimento di stabilizzazione la risposta è stata un netto diniego perché la legge non lo consente. Tuttavia, il provvedimento approvato dal Consiglio Regionale ha dimostrato l’esatto contrario. Pertanto, lungi dal voler aprire una guerra tra poveri, il Sindacato FSI si chiede qual è il criterio di discrimine per cui alcuni lavoratori precari si possono stabilizzare ed altri no? Le carenze di personale nella sanità pubblica sono fin troppo evidenti ed è fuor di dubbio che senza il lavoro dei “precari” i servizi collasserebbero.

Consapevoli di ciò e umiliati dalla discriminazione in atto, il Coordinamento Nazionale Infermieri della FSI ha deciso di portare il problema all’attenzione delle autorità preposte promuovendo per domani, martedì 25 novembre, una mobilitazione di protesta da parte dei lavoratori interessati con un presidio presso la sede dell’Assessorato regionale alla Sanità, per far sapere chiaramente che non si accettano discriminazioni e che se stabilizzazione deve esserci, deve riguardare tutti gli aventi titolo.

Il Segretario Regionale di Coordinamento
Dott. Francesco Balducci

Il Segretario Territoriale FSI BARI
Dott.ssa Nunziata De Luca

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