“Da consumarsi preferibilmente entro il…” La data di scadenza di tanti prodotti alimentari che abbiamo in casa molto spesso è indicativa e succede che si consumino – soprattutto se ben conservati – anche successivamente alla data segnata sulle confezioni. Stessa prassi pare sia stata seguita per i kit di protezione personale dall’ebola consegnati nei giorni scorsi ad alcune delle postazioni del 118 e punti di primo intervento della Asl di Bari. Scaduti, ma probabilmente efficenti. Non lo sappiamo.
Quei kit a giugno del 2014 potrebbero anche essere fuori uso e questa eventualità – è palese – non è stata presa in considerazione da chi si occupa di gestire questa delicata situazione sul territorio barese. Segni evidenti dell’incuria con cui vengono governate questo genere di emergenze e della scarsa considerazione che i vertici della Asl hanno degli operatori sanitari; quelle stesse persone che quotidianamente lavorano, spesso martoriati e mal tutelati, in condizioni di pericolo.
Il personale viene dotato di scarpe isolanti, guanti e tute e persino di nastro adesivo affinché si scongiuri qualunque rischio di contagio, ma poi si scopre che quella stessa tuta è fatta da mascherina e occhiali, lasciando cosi scoperto parte del volto che, al contrario, dovrebbe essere completamente protetto. Altro segnale della gestione superficiale di una emergenza che, seppure sul territorio italiano non sia allarmante, non può e non deve essere sottovalutata, al contrario di quanto spesso in generale succede nella sanità pugliese.

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