Se non hai il braccialetto, non entri. Parola di security. Non siamo all’ingresso di un privè del Billionaire di Porto Cervo e nemmeno nei pressi dell’area hospitality dello stadio Meazza di Milano. Siamo sulla soglia de laFeltrinelli. A Bari, in Via Melo.

Vogliamo comprare un libro. Magari un libro che ci serve subito, perché a brevissimo giro abbiamo un esame all’università e quel rompiscatole del professore si è ricordato solo oggi di rendere partecipe l’aula di questa piccola aggiunta bibliografica. O magari vogliamo solo entrare a laFeltrinelli perché ci va. Perché in un’improvvisa sete di cultura vogliamo sfogliare dei libri di filosofia per trovare un po’ di quiete interiore. Cerchiamo quiete, ma troviamo tempesta. «Se non hai il bracciale, non puoi entrare. Al massimo dopo, se sei fortunato e non si riempie». Ma come? Ma perché?

C’è la presentazione del nuovo album di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè, ci dicono. Tanto piacere, rispondiamo. E ribadiamo le nostre intenzioni di accedere alla libreria per acquistare un libro. «Oggi pomeriggio si entra solo con quel bracciale che avresti avuto acquistando il nuovo album di Fabi, Silvestri e Gazzè». Alla modica cifra di euro 17. Numero che, non a caso, nella smorfia napoletana fa riferimento la disgrazia.

Ci documentiamo un attimo. Apriamo qualche pagina sui social, troviamo l’evento creato dagli artisti per sponsorizzare la presentazione e scopriamo fra le informazioni che “l’ingresso è libero ma l’accesso alla firma delle copie sarà gestito con la formula pass per una migliore organizzazione. Acquistando il disco alla Feltrinelli che ospita l’evento dal giorno dell’uscita si potrà ritirare il pass che permetterà di avere accesso prioritario alla firma del disco”.

Smartphone alla mano ci avviciniamo di nuovo alla security, ribadendo ancora una volta che a noi della firma dei tre moschettieri proprio poco ci importa, ma veniamo rimbalzati un’altra volta. Niente da fare, oggi non si entra. Di solito la cultura non ha prezzo, ma oggi evidentemente ce l’ha. Euro 17

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6 COMMENTI

  1. mah..avete proprio voglia di far polemiche inutili.. a parte che ci sono tante altre librerie…ma poi la feltrinelli vende anche musica e film ed organizza eventi anche con scrittori… vi avrebbe urtato di meno se si fosse trattato di uno scrittore? Io la trovo invece una bella iniziativa in una bella cornice.

  2. Non è questione di polemiche inutili, si tratta solo di una questione di chiarezza. Perchè scrivere: “ingresso libero” sull’evento, se poi, di fatto, le guardie impedivano l’ingresso a chi non avesse acquistato il cd (22 euro)? Stai tranquilla che la domanda sarebbe stata la stessa anche se fosse venuto uno scrittore, un regista, il lattaio, il papa o Tex Willer.

  3. ok ma l’articolo dice che “ingresso libero” era specificato sulla pagina degli artisti non su quella degli organizzatori mentre sul banner fotografato c’è scritto che la precedenza sarebbe stata data ai possessori di pass…il che scusa ma mi sembra anche giusto che la precedenza vada a chi effettivamente è interessato all’evento (comunque concordo in pieno sul prezzo esagerato del cd)

  4. Il CD l’ho pagato 16,90 e così tutti quelli che lo hanno acquistato ieri! Non spariamo prezzi a vanvera, per il gusto di scrivere articoli…..

  5. Io credo che come al solito siamo il paese della lamentela a tutti i costi. Questo evento era stato previsto da diverse settimane e da diversi giorni la libreria aveva comunicato che ci sarebbe stata questa chiusura straordinaria. Ora, ci si può lamentare quanto si vuole se “in un’improvvisa sete di cultura vogliamo sfogliare dei libri di filosofia per trovare un po’ di quiete interiore” ma fatto sta che quando si deve organizzare un evento per il quale si prevede una partecipazione cospicua (cosa che di fatto è avvenuta) è necessario mettere dei paletti. Soprattutto se la sede non ha una capienza illimitata.
    Sono certamente d’accordo sul fatto che sia una rogna vedersi negare l’accesso a un bene che in quel momento è magari estremamente necessario, ma purtroppo sono coincidenze che nella vita accadono e non mi sembra si possa puntare il dito contro l’organizzazione che di fatto ha cercato di gestire l’evento con i mezzi che aveva, cercando di non creare disordini. E poi si tratta di un fenomeno isolato (peraltro assolutamente inevitabile date le circostanze) non della regola.

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