I dipendenti dell’istituto di vigilanza Faro hanno incontrato i vertici della società e alcuni dirigenti della Prefettura per discutere della loro situazione dopo il sit-in di protesta messo in atto in piazza Libertà. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto, la dirigenza aziendale ha presentato un piano di ristrutturazione che non ha soddisfatto i lavoratori.

Da due anni i 75 lavoratori di Faro  non percepiscono regolarmente lo stipendio e le sigle sindacali lamentano un utilizzo anomalo del contratto di solidarietà cui sono soggetti i dipendenti, che in alcuni giorno coprono turni straordinari. La protesta di oggi, che non era uno sciopero, è stata organizzata da Cgil, Cisl e Ugl, fuori dall’orario di lavoro.

Antonio Caprio, segretario generale Ugl, commenta la situazione: «Ormai i dipendenti dell’istituto Faro vengono pagati di settimana in settimana, con anticipi o acconti sulla mensilità assolutamente insufficienti alla gestione delle famiglie».

Domani in un’assemblea, sindacati e lavoratori discuteranno la possibilità di dichiarare lo stato di agitazione, alla luce degli sviluppi dell’incontro di oggi.

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