Battistrada completamente lisci, carrozzeria corrosa o tenuta insieme con spaghi e stracci, scricchiolii sinistri, niente area condizionata nonostante i 38 gradi, pezzi difettosi, continue avarie e la consapevolezza di doversi fare il segno della Croce prima di mettersi al volante. Benvenuti a bordo degli autobus del trasporto pubblico barese. Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato di uno degli ultimi incidenti capitati sulla linea 6 (Parco Domingo – Piscine Comunali) a un autista precario che, solo grazie alla sua dedizione, ha evitato conseguenze ben più gravi.

Il sindaco di Bari minaccia di vendere l’azienda. Nel frattempo gli autobus continuano a circolare. Certo, sempre che non siano in officina a essere rattoppati. Quella degli autisti e degli utenti non è più la rivendicazione del diritto a un trasporto puntuale (autentico miraggio), ma un grido d’allarme. Nelle condizioni in cui sono, gli autobus diventano vere e proprie armi, tanto da far tirare un sospiro di sollievo quando non piove. In caso contrario, governarli sulle strade bagnate è un miracolo.

Siamo andati al capolinea di piazza Moro e saliti sul numero 11. Ciò che abbiamo visto e ascoltato dagli autisti ormai demotivati ed esasperati dovrebbe far interrogare seriamente l’amministrazione pubblica sulla necessità di prendere provvedimenti immediati prima che ci scappi davvero il morto.

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