La situazione a Telenorba è sempre più ingabugliata. Alcuni lavoratori stanno decidendo di ricorrere contro una cassa integrazione giudicata illegittima. Anche nell’ultimo accordo, quello che ha prolungato l’ammortizzatore sociale di altri due mesi, fino al 13 settembre, c’è scritto che: «… i lavoratori sospesi a zero ore sono adibiti a mansioni soppresse e che ad essi non verrà applicato il criterio della rotazione stante la infungibilità in concreto degli stessi».

A Conversano, però – speriamo con la distrazione e non con la copertura di sindacati, rappresentanti della Regione e del ministero – hanno precluso la rotazione anche a lavoratori assunti per svolgere mansioni che non sono state affatto soppresse: operatori di ripresa, registi, addetti alla messa in onda. Ci sono dipendenti ai quali questo giochetto (la mancata rotazione) è costata fino a 11.000 euro in due anni. Oltre a essere costretti a starsene a casa a girarsi i pollici, mentre ancora oggi vengono impiegati service e dipendenti fuori posto, alcuni lavoratori sono stati privati di un prezioso sostentamento.

La pazienza ormai è agli sgoccioli e chi si è sentito particolarmente danneggiato dal comportamento dell’azienda e tradito dai sindacati, si è già rivolto all’avvocato. Sarà un autunno caldissimo in via Pantaleo. Per ottenere la proroga della cassa integrazione – che riguarda 81 unità – Telenorba ha ritirato ancora una volta il piano industriale, che prevedeva 70 licenziamenti. Il nuovo piano, però, semba essere già pronto, con gli immancabili licenziamenti in vista.

Nell’accordo si fa riferimento anche a corsi formativi di riqualificazione. Chi li ha fatti si può contare sul palmo di una mano. Più che una vertenza, quella di Telenorba sta diventando una barzelletta che, purtroppo, non fa ridere nessuno.

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