È allarme povertà al Sud, con sempre più emigrati e sempre meno nascite. «In cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo», passando da 443 mila a 1 milione e 14 mila. Sono i numeri impietosi dell’ultimo rapporto pbblicato da Svimez. Il prodotto interno lordo pro capite degli italiani ha fatto un passo indietro di 10 anni. Al Sud si concentra più dell’80 % delle perdite dei posti di lavoro di tutto il Paese. Dal 2001 al 2011 sono migrate dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord oltre 1 milione e mezzo di persone. Il dato sconcertante riguarda quello relativo alla fuga dei cervelli. I laureati scappati dalle loro terre sono 188 mila.

L’anno scorso si è stabilito il record negativo di appena 180 mila nascite. Lo Svimez afferma che il sud sarà destinato nei prossimi anni a perdere 4,2 milioni di abitanti. La panoramica è quella di un’Italia divisa a metà: il centro-nord in ripresa e il sud in caduta libera. Anche sul fronte dell’occupazione: -1,2% al Sud nel 2014 e +0,2% nel Centro-Nord. Se confermati, questi dati potrebbero portare il Sud nel 2014 rispetto al 2007 alla perdita di quasi 800 mila posti di lavoro.

Il rapporto Svimez prosegue con l’analisi del pil e dell’occupazione a livello regionale e il segno nelle regioni del Mezzogiorno è sempre negativo. Crescono, invece, nel Centro (+0,2%), nel Nord-Est (+1,4%) e nel Nord-Ovest (+1,5%). La notizia positiva – se così si può considerare – è che in Puglia nel 2014 è stata registrata una caduta più contenuta (-0,7%) rispetto alle altre regioni.

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