«Da lunedì è guerriglia !!!!». Il messaggio scritto su un volantino dai 21 stabilizzandi dell’Università di Bari, che il 31 luglio saranno licenziati, dopo 15 anni come amministrativi, è arrivato forte e chiaro. Ieri, alla fine del Consiglio di amministrazione, è stata diramata una scarna comunicazione ufficiale che non ha convinto affatto i lavoratori ormai disperati, sull’orlo di una crisi di nervi. La scelta di tornare sull’argomento mercoledì prossimo ha scatenato le ire degli uomini e donne che, sempre ieri, si sono incatenati ai cancelli dell’Ateneo.

«Rispediamo al mittente le cinque asettiche ed impersonali righe che ci avete dedicato, che dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, la scarsissima attenzione e l’assenza di sensibilità verso un dramma che ormai ha assunto una dimensione umana – scrivono ancora gli stabilizzandi – La disperazione dimostrata oggi con gesti così estremi, la solidarietà dimostrata da tanti colleghi, dai nostri dirigenti, dall’assessore Sasso, da segretari nazionali e regionali dei sindacati, l’attenzione da parte di tanti organi di stampa e televisivi, non vi hanno portato ancora una volta ad assumere le opportune decisioni politiche per risolvere definitivamente l’annosa questione».

Sulla questione è intervenuta anche la Cisl:

L’Unione Sindacale Territoriale CISL  – Bari a seguito della manifestazione svoltasi in data 25/07/2014 nell’Università di Bari “A. Moro” a sostegno dei lavoratori il cui contratto è in scadenza per la fine del corrente mese di luglio, non può che mostrare la propria solidarietà sostenendo con forza le ragioni dei lavoratori a difesa e tutela del posto di lavoro.

Con questa affermazione il Segretario Generale dell’UST CISL di Bari, Vincenzo di Pace sottolinea la drammaticità della mancanza di lavoro nel territorio barese e in particolare la gravità della perdita del posto di lavoro in una delle più importanti realtà universitaria del nostro Paese. Tale evenienza, oltre a sottrarre energie, professionalità e servizi di qualità agli studenti in uno dei più importanti mega atenei del Mezzogiorno affievolisce e rende più debole le prospettive di crescita e di sviluppo dei nostri territori.

In tale direzione, continua Di Pace, confidiamo nell’attenzione e sensibilità, degli Organi di Governo e di Gestione dell’Ateneo barese, affinché si trovino delle soluzioni idonee e adeguate per mantenere in vita i contratti posti in essere prorogandone la scadenza sino a quando non avverrà, nell’ambito della programmazione pluriennale delle risorse disponibili dell’Ateneo barese l’assorbimento delle posizioni lavorative necessarie per garantire la normale attività degli uffici.

Identica posizione, viene espressa dalla Federazione CISL Università, che attraverso il suo segretario generale provinciale, Tommaso Gelao, ha apprezzato l’iniziativa del C.d.A. dell’Università che  dedica per il giorno 30 c.m. una seduta monotematica per una profonda e attenta discussione sulla delicata problematica dei lavoratori in attesa della stabilizzazione lavorativa, alla luce del contributo tecnico del Comitato per l’indirizzo strategico del miglioramento organizzativo.

 

 

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