La Fisascat Cisl ha proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell’Hotel Campus di Bari (in Via Celso Ulpiani, all’interno del quadrilatero universitario), a seguito della drammatica decisione dell’Università degli Studi di Bari (proprietaria dell’immobile, la cui gestione viene locata con un contratto di 6 anni + 6 anni, attualmente in capo alla Gestioni Sud srl), di decretare l’uscita definitiva dell’attuale gestore per finita locazione al 2 settembre 2014, escludendo a priori una proroga della locazione o una nuova definizione contrattuale, seguendo pedissequamente l’orientamento emerso nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 13 gennaio scorso. In quella sede fu deciso di dismettere l’immobile poiché il canone di locazione non non garantiva la copertura dei costi, come se tali importi non possa essere rivisti a prezzi di mercato o piuttosto trascurando l’aspetto di un mercato immobiliare asfittico che lascerebbe forse appassire nel tempo le speranze di una vendita tempestiva con ulteriori aggravi di costi per abbandono e degrado della struttura.

Tale decisione, ovviamente, non solo determinerà il licenziamento tout court di 10 lavoratrici e lavoratori ma giocoforza, non avendo previsto la prosecuzione contrattuale con altro gestore, la chiusura definitiva dell’Hotel Campus. Se dovesse essere confermata, la stituazione sarebbe inaccettabile, non solo dal punto di vista sociale, per la procurata cessazione dei rapporti di lavoro, ma inspiegabile da un punto di vista economico, in quanto l’attività alberghiera, turistico-ricettiva e di ristorazione connessa registra numeri positivi per chiunque voglia e possa proseguire nell’attività.

Non meno grave sarebbe il disagio provocato a tutta la popolazione universitaria (studenti, professori fuori sede, cogressisti, ricercatori fuori sede), che usufruisce dei servizi offerti dalla struttura: dalle classiche stanze d’albergo al residence, alla ristorazione e alla caffetteria, assolutamente offerti a prezzi modici, sulla base di un tariffario convenzionale, che permette a tutta la comunità universitaria barese di avere ormai da anni un punto di riferimento di sicuro risparmio per i servizi offerti.

La struttura, molto competitiva sul mercato, mediamente a 40 euro al dì per singola o 65 euro al giorno per matrimoniale o 5 euro per un buon pasto completo, è aperta anche al pubblico e in questi anni non poche famiglie di studenti o ricercatori fuori sede o professori universitari o soprattutto gli studenti quotidianamente, hanno potuto avvalersi di tale strumento compartecipativo appieno del diritto allo studio, che in un Paese civile, passa anche attraverso una politica di sostegno alle spese accessorie all’esercizio del diritto allo studio.

Premesso quanto sopra, si chiede un incontro urgente (23 mattina preferibilmente) con il Magnifico Rettore, al fine di evitare qualsiasi ipotesi di dismissione di tale struttura ricettiva, che vedrà questa O.S., insieme ai lavoratori rappresentati, impegnata in una lotta sindacale durissima per la conservazione di un bene collettivo della cittadinanza barese.

 

 

 

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