L’acqua è un diritto di tutti e certamente il bene comune per eccellenza. All’appello lanciato dal Comitato Pugliese AcquaBeneComune hanno risposto in molti. Sulla scia della massiccia adesione riscontrata è nata le rete appulo-lucana “Salva l’Acqua” a cui hanno aderito il Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. [email protected], AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce. Si tratta di persone che operano in diversi contesti, ma che hanno a cuore le sorti del diritto all’acqua potabile e la salvaguardia del bene comune.

Un primo incontro è stato convocato dopo una serie di allarmi provenienti da diverse zone della Basilicata ed in particolare dalla zona dell’invaso del Pertusillio. Allarmi legati alle attività estrattive e di trivellazione e al conseguente rischio di inquinamento, in relazione ai quali esistono già segnalazioni/denunce provenienti da cittadini e associazioni operanti sul territorio della Basilicata.

In particolare, si è discusso dei risultati di analisi condotte sull’invaso del Pertusillo condotti dalla prof.ssa Colella, Ordinario di Geologia, Università di Potenza. Analisi che hanno evidenziato la presenza nelle acque dell’invaso di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi.

Sulla base di tali risultati, la Rete ha inoltrato una formale denuncia all’Unione Europea per le violazioni di numerose norme del diritto comunitario, compiute dalla Regione Basilicata. La denuncia ha messo in evidenza la mancata tutela delle acque, lo sfruttamento intensivo del territorio, la distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile.

In Basilicata sono seriamente preoccupati per quanto sta accadendo nella loro Regione, dove fare ricerche petrolifere costa solo 2 € per kmq. L’intero bacino rischia seriamente un definitivo e irreversibile inquinamento, le cui conseguenze, a fronte dei ricavi modesti provenienti dal petrolio, potrebbero costituire una vera e propria catastrofe, nell’imminente futuro. Ciò che manca – sostengono i comitati locali– è la necessaria presa di coscienza del pericolo che incombe e per questo a breve faranno partire una campagna di divulgazione.

Obiettivo prossimo della Rete Salva l’Acqua è la promozione di azioni informative che nel prossimo futuro potrebbero fare la differenza tra chi si attiva per difendere l’acqua e chi resta a casa a guardare la tv pensando “tanto io bevo l’acqua minerale”.

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