Appena terminato il Consiglio Generale straordinario della Fiera del Levante, la situazione appare chiara e complessa al tempo stesso. Mentre fuori dalla stanza i dipendenti protestavano sventolando la propria busta paga, dentro si metteveno sul tavolo tutte le opzioni possibili per salvare la Fiera e suoi lavoratori.

Il destino dell’Ente appare ancora fortemente legato al versamento del contributo straodinario da parte dei Soci Fondatori, i quali si sono detti disponibili purché ciò sia fatto da tutti. Praticamente ciò che ascoltiamo da tre mesi a questa parte. E questo è già un primo nodo da sciogliere: mentre il presidente della Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi ha rimarcato nettamente che «senza una reale volontà di rilancio con il rispetto del progetto stabilito oggi e purché la Fiera lavori, non se ne parla», la situazione di Comune e Provincia è più complicata. Il Comune, per poter versare il contributo straordinario deve ovviamente prevederlo in bilancio, ma non si sa in che modo questo possa essere possibile prima di settembre-ottobre;  la Provincia è invece in attesa di indicazioni dal Governo centrale: l’ente è ormai prossimo a sparire e per questo ha bisogno di sapere cosa può finanziare e cosa no da qui fino alla fine dei suoi giorni. Giusto per far capire che aria tira a via Spalato, l’ultimo consiglio in programma è saltato e sarà quasi certamente recuperato lunedì prossimo.

Dal canto suo, la Regione, per voce del delegato in Consiglio generale Sabino Persichella, ha legato il contributo straordinario al versamento dello stesso da parte degli altri soci. Senza entrare nel merito, esiste una Legge regionale che impedisce alla Regione Puglia di versare il contributo straoridinario volontario senza che lo facciano anche gli altri. La Legge, dunque, va rispettata oppure cambitata. Incalzato sulla volontà politica di salvare la Fiera ha risposto: «Non sono io a poterlo a dire».

Il presidente della Fiera Ugo Patroni Griffi ha annunciato un piano per salvare la situazione sia dei dipendenti che dell’ente, legato all’assenso di lavoratori e sindacati da trovare entro i prossimi 60 giorni. «È necessario che tutti facciano la propria parte», ha detto Patroni Griffi. Non è esclusa infatti una riduzione della busta paga per tutti, cosa difficle da digerire specie per quelli che oggi la sventolavano davanti alla stanza dei bottoni. Con uno stipendio tra 800 e 1000 euro, questo il concetto simbolicamente espresso, il problema non sono loro. Persino un dirigente con 40 anni di servizio guadagna non più di 2.130 euro

Per Giuseppe Boccuzzi della Fisascat Cisl «è cambiato poco rispetto al passato, tutto è legato al versamento del contributo volontario. Dunque, nonostante le rassicurazioni ricevute, la sitauzione rimane molto complessa e non escludo azioni durissime da parte dei lavoratori, pronti a vendere cara la pelle. Si pensa alla ricollocazione dei dipendenti, ma non tutti potranno essere ricollocati». E questo è un altro nodo, tra i tanti, da sciogliere.

Il destino della Fiera, ora più che mai, è una questione politica, come hanno ribadito gli stessi consiglieri rappresentati dell’Ente.

Nel video le voci dei protagonisti di questa giornata Roberto Voza, Ugo Patroni Griffi Presidente della Fiera, Persichella delegato della Regione Puglia, Ambrosi Presidente della Camera di Commercio di Bari,  Mimmo Magistro delegato della Provincia, Luigi Lobuono, Giuseppe Boccuzzi della Fiscat Cisl.

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