Sono più di mille le firme raccolte dalle associazioni animaliste “ACA Onlus”, “ADA Onlus” e “Dedicata a…” per manifestare dissenso nei confronti dell’ordinanza comunale che, a Bari, vieta loro di soccorrere i cani randagi per non sovraffollarne le strutture.

In mancanza di un canile comunale, le Onlus lamentano che il mancato soccorso delle bestie da parte dei volontari comporta un notevole vantaggio per i canili privati «con ampio spreco di denaro pubblico».

In seguito al successo della petizione, Anna Dalfino, Giovanna Vitali e Gabriella Taurino (rappresentanti delle organizzazioni) hanno chiesto al sindaco Michele Emiliano di revocare il provvedimento emesso dalla giunta barese lo scorso 24 luglio. Alla luce dell’emergenza-canili, è istintivo chiedersi come mai i complessi di via dei Fiordalisi e via Linderann non abbiano ancora ricevuto le necessarie autorizzazioni sanitarie e amministrative per l’esplicazione delle loro funzioni.

La loro chiusura –denuncia Anna Dalfino- ha infatti autorizzato l’amministrazione comunale alla stipulazione «di convenzioni faraoniche con i soggetti privati» a discapito non soltanto delle tasche dei cittadini, ma anche degli animali, «il cui benessere non è garantito poiché si tratta di società a fine di lucro».

Il presidente dell’ACA Onlus già in passato aveva contesta il disinteresse del Comune verso la struttura di via dei Fiordalisi, consistente in «una superficie di terreno che, quando piove, diventa fango intriso di urine ed escrementi che creano grosse difficoltà agli addetti alle pulizie». Per questi motivi la moglie dell’ex primo cittadino di Bari Dalfino aveva denunciato il sindaco Emiliano e l’assessore all’Ambiente Maugeri «per maltrattamento di animali».

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