Il giornalismo è in ginocchio e quello pugliese non fa eccezione. Cassa integrazione, collaborazioni occasionali mal pagate, contratti di solidarità, licenziamenti e fallimenti. Ormai è persino difficile portare il conto. Nonostante tutto, però, la fabbrica delle illusioni continua a sfornare giornalisti senza futuro, a meno che non ci si inventi qualcosa o si resti con un piede nell’informazione e l’altro nelle pubbliche relazioni. Il tutto in barba a qualsiasi reogola, probabilmente non solo deontologica. Attraverso uno scambio di email (che pubblichiamo) tra Telenorba e una di queste agenzie siamo riusciti a ricostruire una prassi con diversi punti oscuri, su cui Assostampa e Ordine dei giornalisti – almeno loro – dovrebbero intervenire.

“Egregio direttore – è scritto nella mail – con la presente la informiamo delle immagini e le interviste che le nostre troupe realizzano nelle province di Bari, Brindisi e Lecce e che saranno disponibili in ftp. Il materiale sarà a disposizione dell’emittente da lei diretta – ricordo a titolo assolutamente gratuito – ogni giorno, eccezion fatta per la domenica e i festivi, entro le ore 13 e riguarderà gli accadimenti e le notizie che le nostre troupe documenteranno quotidianamente da ciascuna provincia. Questo è il materiale video che oggi mettiamo a Vs disposizione …”

Alla fine della lettera l’agenzia tiene a precisare: “Ricordiamo che, qualora ci fosse una notizia di forte rilevanza (ad esempio di cronaca), il suddetto programma potrebbe subire delle variazioni, in tal caso ne avrete subito comunicazione”. 

A scrivere è Media e Partners. Abbiamo tentato di avere – senza riuscirci – una visura dell’azienda alle Camere di Commercio di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce. Non possiamo escludere, però, che sia registrata altrove. Le nostre ricerche si sono concentrate in Puglia perché ci è stato confermato che gli ordini ai collaboratori vengono impartiti da Lecce. L’email di cui siamo entrati in possesso è quella inviata martedì 8 ottobre a un caporedattore di Telenorba, ma viene spedita a decine di redazioni pugliesi. In quella email si legge un: “sì FILM”, scritto a penna. In altre parole, il direttore autorizza l’utilizzo delle immagini relative alla protesta dei lavoratori che si occupano del verde della Asl brindisina, fatta davanti all’ospedale Perrino. Non proprio un evento. Immagini – lo ricordiamo – fornite gratuitamente. Com’è possibile si possa fare anche con notizie di cronaca o di attualità come l’intervista al nuovo segretario dell’Italia dei Valori? Si tratterà di un’associazione benfica? Tra gli utilizzatori delle immagini ci sono appunto TeleNorba e TGNorba24, ma anche Studio 100, Antenna Sud, TeleDehon, TeleRegione, 7 Gold, Canale 7, BluStar, TRCB, Canale 8, TeleBari, TBM, FoglieTv, BrindisiWebTv, IMovePugliaTv, CorriereSalentino,  TelePuglia, Amica 9, TeleSveva, BrindisiOggi, Go-Bari.it e, pare, persino RaiTre (stando all’elenco dei servizi pubblicati sul canale youtube di Media e Partners).

I dipendenti di molte di queste aziende sono precari o in cassa integrazione e quindi quelle immagini non potrebbero essere realizzate. Media e Partners, dicevamo, ha anche un canale youtube. Mentre scriviamo sono caricati 601 servizi. Sono tutti quelli realizzati dalle televisioni e dai siti internet con le immagini fornite dall’agenzia. Il primo risale al 10 luglio; l’ultimo è di ieri (14 dicembre). Immagini, interviste, ma non di rado servizi chiusi. Uno degli effetti di questo Tsunami è l’appiattimento dell’informazione a danno dei telespettatori e degli stessi lavoratori, costretti ad applicare prezzi fuori mercato pur di non essere buttati fuori dal sistema dell’informazione.

Lo stretto legame tra Telenorba e Media e Partners è confermato da una comunicazione fatta dal direttore della televisione di Conversano a quel che resta della redazione leccese, accusata di un uso quotidiano e spropositato del personale dell’agenzia leccese. Nella stessa comunicazione (che alleghiamo) il direttore ammette – nonostante proprio a Lecce ci sia personale in cassa inegrazione – la possibilità di impiegare service solo “dopo l’autorizzazione della sede”. In quella stessa comunicazione viene fatta un’altra ammissione: “Media e Partners non è un nostro service, ma un’autonoma agenzi di servizi e filmati, e quindi non può sostituire nè gli operatori in servizio, nè i nostri services. Per questo dalla redazione di Lecce non possono essere chiesti  media e Partners nè, filmati nè servizi, nè altro”.

Ma a chi fa capo Media e Partners? La signora che risponde al numero di cellulare scritto in fondo alla mail inviata a Telenorba, alla quale abbiamo chiesto che fosse fatta anche a noi “beneficienza” – ci spiega che passa tutto dalle mani del suo capo. Non è facile avere informazioni dettagliate. L’azienda, o qualunque cosa sia, è avvolta da un certo mistero, nonostante tra i suoi “clienti – beneficiari” ci siano quasi tutte le emittenti televisive pugliesi. Navigando in internet, però, di Media e Partners – ad eccezione del canale youtube – non abbiamo trovato alcuna traccia.

«Non conosco questo signore – ci spiega uno dei direttori coinvolti nell’utilizzo di queste immagini – ci avrò parlato un paio di volte». Ma come funziona la cosa? È vero che non si pagano le immagini? Ma così non si affossa un mercato già in ginocchio da tempo, in cui è in atto una sanguinaria guerra tra poveri? «Mi hanno chiamato e mi hanno assicurato, dandomi username e password del loro ftp – aggiunge il direttore – che avrei potuto scaricare gratuitamente le immagini. Ogni mattina mandano un programma. Il momento è particolarmente difficile e quindi non mi sono fatto troppe domande e troppi problemi».

A quel punto siamo andati più a fondo e abbiamo scoperto che il “capo” di Media e Partners è Sergio Rizzo, un esperto comunicatore molto vicino all’assessorato regionale all’Agricoltura. Molte delle immagini sono proprio interviste all’assessore Nardoni e relative a manifestazioni riconducibili poprio all’assessorato, attraverso finanziamenti o patrocini. È lo stesso Rizzo a spiegarci al telefono come funziona il meccanismo. Media e Partners viene pagata dai clienti che decidono di promuovere i loro eventi. A quel punto le immagini vengono messe a disposizione di chiunque – o quasi – le voglia. Perché a noi, che abbiamo persino detto esplicitamente di volerle pagare, ci sono state negate? Il comunicatore diffonde il messaggio del suo cliente e le redazioni – sempre a corto di argomenti – riempiono a mani basse la seconda parte dei loro telegironali. Rizzo ammette che di tanto in tanto fanno immagini di croncaca, ma solo in casi eccezionali e solo come favore a quelle emittenti generose nella pubblicazione del materiale di Media e Partners.

Ma siamo sicuri che va proprio in questo modo? E se davvero fosse questo il sistema, perché viene precisata la possibilità che fatti contingenti come la cronaca potrebbero stravolgere i programmi della giornata? Perché si parla di un lavoro quotidiano? Se a pagare fosse davvero il cliente – e quindi non si trattasse di giornalismo, ma di pubbliche relazioni, uffici stampa e attività di comunicazione – l’evento dovrebbero essere sempre prioritario rispetto alla cronaca. Oppure le immagini di cronaca vegono effettuate quando non ci sono eventi da promuovere o, ancora, da altre troupe? A proposito di pagamenti. Dalla nostra indagine, è emerso che alcuni collaboratori vengano pagati da una società diversa da Media e Partners (esiste davvero?), comunque riconducibile a Sergio Rizzo.

E, infine, per non farci mancare nulla, ecco l’esperienza personale; la risposta a molte delle nostre domande. Alcuni giorni fa presentavo il mio libro su Luigi Pascazio, il militare morto in Afghanistan il 17 maggio del 2010, all’Istituto Santarella di Bari. Due colleghi – forse non a caso due che conosco molto bene – mi hanno chiesto di rilasciare un’intervista. Hanno tenuto a ribadire le dinamiche dell’intervento, ricalcando parola per parola quanto detto al telefono dallo stesso Rizzo un paio di giorni prima. Il pezzo era un’iniziativa di Media e Partners – così hanno detto. Nè io, nè la famiglia Pascazio e tantomeno l’Istituto Santarella, abbiamo mai commissionato alcun servizio, seppure avremmo voluto diffondere il messaggio profondo che si è voluto diffondere con quello scritto. Non avevamo soldi da investire per un ufficio stampa.  E allora chi è il committente? E perché quelle immagini non sono mai ndate in onda da nessuna parte, neppure sul canale youtube di Media e Partners? Restiamo ovviamente a disposizione dell’agenzia e di chiunque altro voglia chiarire come stanno le cose.

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