Alla Fondazione Petruzzelli, con i bandi di gara, sono davvero sfortunati. Dopo le anomalie per gli allestimenti scenici e i costumi cui abbiamo ampio spazio nelle ultime settimane, parliamo questa volta del bando europeo per il servizio di guardiania e vigilanza, attualmente affidato alla ditta Sama e i cui dipendenti rischiano di andare a casa alla scadenza ormai imminente dell’appalto.

Siamo venuti in possesso di tutta la relativa documentazione e ne daremo ampio riscontro, ma intanto vi raccontiamo la fine della storia, cosa sta succedendo ora.

Su insistenza pressante delle Commissione Trasparenza del Comune di Bari, la Fondazione Petruzzelli, data la prossima scadenza del servizio affidato in gestione, ha emanato un bando europeo per l’assegnazione dell’appalto. Il suo primo bando europeo. Sarà stata inesperienza. La gara, cui hanno partecipato 12 aziende, è stata vinta dalla Urbe di Roma. Fin qui, tutto normale.

Peccato, però, che tra le pieghe del bando manchi una clausola a tutela degli attuali guardiani, ovvero l’obbligo, da parte del nuovo aggiudicatario, di assorbire il personale al momento impiegato, garantendo in questo modo la continuità dell’impiego. Una clausola di routine in situazioni di questo tipo, fondamentale visti i tempi di crisi, in cui il tasso di disoccupazione è salito al 12% e in un periodo in cui 4 giovani su 10 non ha un lavoro.

Di questo bando, la Fondazione non ha dato comunicazione ai sindacati dei lavoratori interessati. La Filcams Cgil ne è venuta a conoscenza a cose ormai fatte, in seguito al malumore dei vigilantes ed è dovuta correre ai ripari in fretta e furia.

A conferma di tutto ciò, abbiamo parlato con Barbara Neglia, segretaria provinciale dela Filcams Cgil: “Appena saputa la notizia ho chiesto via fax alla Fondazione i riferimenti della società aggiudicataria, la Urbe, che pur non essendo obbligata, si è detta disponibile ad assorbire il personale impiegato al momento. Ci incontreremo il 5 agosto per discutere la cosa e mettere tutto nero su bianco, per ora siamo a livello di parola data. Essendo venuta a mancare la comunicazione da parte della Fondazione, comunicazione che era dovuta, non ci sono i tempi tecnici necessari per consultare la base sindacale, per questo motivo è stato necessario prorogare la gestione della Same di 40 giorni. Per fortuna la Fondazione ha provveduto almeno a questo, altrimenti oggi, ad appalto scaduto, sarebbero tutti a spasso”.

Non abbiamo alcun dubbio che la Urbe manterrà la parola data e di questa vicenda vi terremo aggiornati, ma intanto vien da pensare che alla Fondazione Lirico Sinfonica abbiano difficoltà a stilare un bando di gara. Ancora una volta a spese di chi lavora senza santi in Paradiso.

 

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