A Bari gli studenti in corteo partiranno da Piazza Umberto e sfileranno in tutto il capoluogo: «Non vogliamo studiare in scuole-aziende, in università chiuse – racconta Anna Petrosino, dell’Esecutivo Uds Bari – non vogliamo vivere con l’incubo costante della precarietà che ormai è l’unica certezza per il nostro futuro».

«Ribadiremo – affermano dalla Rete della Conoscenza di Puglia – che esiste un’alternativa ai processi di privatizzazione del mondo della formazione ed in generale dei servizi pubblici messi in campo nei vari Paesi europei, spacciati come unica via di uscita dalla crisi quando invece sono solo espressione delle direttive neo-liberiste della Commissione europea e delle istituzioni finanziarie».

«Abbiamo la necessità – spiega il coordinatore dell’Uds Puglia, Francesco Pagliarulo – di riprenderci il nostro futuro, di riprenderci i nostri spazi, di immaginare e costruire insieme agli studenti spagnoli, portoghesi, greci, rumeni, svedesi un’altra Europa».

In Italia, affermano gli studenti, «prosegue inesorabile il processo di privatizzazione della scuola pubblica, che si concretizza nel progetto di legge Aprea, che di fatto svuota di significato le rappresentanze e apre le scuole ai privati: ogni giorno percepiamo le conseguenze dei pesanti tagli all’istruzione pubblica e al welfare che continueranno con la legge di Stabilità. E vediamo come il diritto allo studio è solo un lusso per pochi».

Di ieri il documento approvato dal Collettivo degli studenti del liceo Classico “Socrate” indirizzato agli istituti scolastici pugliesi:

«Manifestiamo perché tutto questo denota una radicata mancanza di rispetto e attenzione nei confronti dell’istituzione scolastica, che dovrebbe invece essere la prima su cui investire per cercare di fornire un barlume di speranza al futuro della Nazione – si legge nel documento – Non meno incoraggiante è per noi sentirci definire “choosy”, perché chi ha dedicato gran parte della propria vita a formarsi in un settore è certamente schizzinoso se ha l’infondata speranza di lavorare proprio in quel settore! La scuola è il punto di partenza del vivere civile e – concludono gli studenti – noi manifestiamo per riprendercela».

14 novembre 2012

Erica Introna

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