Questa mattina, alle ore 9.30, il sindaco Michele Emiliano ha deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti in via Falcone e Borsellino.

Il sindaco si è poi recato a Catino, nel cortile della scuola primaria “Giovanni Falcone”, per assistere allo spettacolo antimafia organizzato dagli alunni. Grande è stata la partecipazione del quartiere a questo evento, nel corso del quale il sindaco, rivolgendosi agli studenti, ha dichiarato:

“Oggi siamo qui per ricordare la morte di Giovani Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifano.

Queste giornate così particolari servono per non dimenticare la storia e le esperienze di queste persone. Persone normali, non supereroi, persone che come tutti noi si svegliavano la mattina, coltivavano affetti e amicizie, vivevano in case identiche alle nostre, guardavano la televisione ed esprimevano giudizi sulla vita, proprio come facciamo noi.

Ma avevano avuto dal destino, dallo Stato e dal loro senso del dovere un compito particolare, quello di difendere la Costituzione e i diritti delle persone, tutelando in special modo i più deboli. Gli è capitato di doverlo fare in Sicilia, in un momento di grande rischio per la giustizia, un momento in cui eravamo un po’ tutti confusi. Non è stato affatto facile perché Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che oggi sono celebrati da tutti, in vita hanno avuto molti problemi con la società, hanno sofferto molto, come capita sovente ai servitori dello Stato. Hanno sofferto delle cattiverie che sono state dette di loro. Ad entrambi spesso è mancata la solidarietà degli altri, perché mentre lavoravano notte e giorno negli uffici, nelle aule, sulle indagini, fuori la vita scorreva come se niente fosse.

Solo dopo la loro morte ci si è resi conto del loro valore: quante ore, quanta vita hanno saputo donare a tutti noi perché comprendessimo cos’è la mafia, quanto è pericolosa e quali rimedi si possono adottare per contrastarla.

Oggi in tutto il mondo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono considerati capiscuola perché hanno indicato come organizzare le indagini e strutturare le leggi per poter combattere la mafia con successo. Ancora oggi, nella lotta alla criminalità organizzata lavoriamo sulla base delle loro straordinarie intuizioni.

Questa commemorazione avviene in un momento particolarmente doloroso, perché ciò che è accaduto sabato scorso a Brindisi e che è costato la vita a Melissa Bassi ci ha profondamente colpito e disorientato.

Tutti noi, e immagino soprattutto i più piccoli, da allora stiamo cercando di capire cosa sia accaduto. Quanti pensieri, quanti dubbi, quanto dolore.

Eppure abbiamo delle certezze, le stesse che consentirono a Falcone e Borsellino di mantenere la serenità anche nei momenti più dolorosi.

La prima è la Costituzione della Repubblica Italiana, che è un faro fondamentale e garantisce la nostra vita quotidiana e il nostro ruolo nella società; la seconda è scegliere da che parte stare. Bisogna decidere, fin da bambini, se stare dalla parte di chi pratica la furbizia e l’illegalità come strumento di promozione del proprio egoismo o se invece si vuole promuovere il bene comune attraverso il lavoro nella comunità e per la comunità. Sono scelte che si fanno subito e io credo che queste certezze in realtà siano il vero oggetto della celebrazione odierna.

Stiamo commemorando uomini semplici che hanno stabilito, già ai tempi della scuola, da che parte stare. Nonostante fossero nati in Sicilia, in situazioni molto difficili, hanno scelto di servire lo Stato e la Costituzione.

La semplicità e la forza della loro decisione si accompagnano al ruolo assunto dalla scuola in questi vent’anni dalla strage di Capaci. Ho più volte ricordato che gli alunni della scuola che Melissa frequentava, quando ancora non era intitolata a Francesca Morvillo, furono capaci di un gesto fondamentale, quello di chiedere, il lunedì successivo alla strage, di incontrare i pubblici ministeri del primo processo alla Sacra Corona Unita. Fecero un sit-in e si sedettero intorno a noi, acquietarono la nostra angoscia e ci fecero passare la paura. Con quel gesto simbolico, ma di una forza dirompente, dettero un senso al nostro lavoro e, comunque, ci invitarono ad andare avanti.

Da quel giorno la scuola italiana è diventata il luogo principale dell’antimafia sociale militante di tutto il Paese. Oggi, dunque, credo che a Giovanni Falcone non dispiacerebbe se, assieme al ventennale della sua scomparsa, festeggiassimo lo straordinario impegno della scuola per la legalità e per la lotta alla mafia”.

Questo pomeriggio, alle ore 17.30, il sindaco si recherà in piazza del Ferrarese per partecipare alla catena umana in ricordo delle vittime della strage di Capaci. Alla manifestazione interverrà anche Matilde Montinaro, sorella del capo scorta di Giovanni Falcone.

(Comunicato Ufficio Stampa Comune di Bari)

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