Su base nazionale, invece, sono aumentati in modo esponenziale i prezzi di caffè, zucchero e vino. Ma non è che in tutto questo c’entri l’aumento del prezzo dei carburanti? E’ molto probabile anche perché rispetto al resto d’Europa in Italia quasi il 90% delle merci viaggia su gomma con il conseguente aumento dei costi dei vari alimenti. La Coldiretti ha fatto sapere che l’aumento del costo della benzina ha dato così origine al rincaro dei prezzi di molti beni di prima necessità, incidendo dunque sul costo finale dei prodotti stessi.

Il risultato è che oggi gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono di appena 350 chili all’anno mentre nel 2000 erano pari a 450 chili. Ma un calo si era registrato già nel 2011 quando i consumi delle famiglie di frutta e verdura sono diminuiti del 9% nel primo trimestre rispetto all’analogo periodo del 2010.

Ma potrebbero arrivare anche tempi peggiori per le tasche degli italiani. A ottobre probabilmente ci sarà un’aumento dell’Iva fino al 23%. Coldiretti ha spiegato che l’incremento, dal 21 al 23%, potrà interessare i prodotti di largo consumo come l’acqua minerale, la birra e il vino ma anche specialità come i tartufi, mentre il probabile incremento dal 10 al 12% potrà ricadere su carne, pesce, uova, riso, miele e zucchero.

Palma Maria Roberta Frascella

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