Il video, di cui era protagonista involontaria l’insegnante di arte, è stato rimosso da Internet, ma docenti del consiglio d’Istituto hanno sentito l’esigenza di stabilire un provvedimento non solo nei confronti dei due 12enni autori della bravata. Nel filmato si vede la prof. Angela Celi mentre si sente male in classe e sviene per terra all’improvviso.

Nessuna denuncia, però, è stata sporta nei confronti dei due “registi”, sospesi da scuola, ma per l’istituto una sanzione più efficace doveva essere presa: da qui la necessità di consegnare al momento di entrare in aula, all’insegnante, il cellulare.

La professoressa di fronte all’atto di bullismo, piuttosto che rivolgersi agli studenti, ha preferito cercare un dialogo con i genitori, ma i tentativi di confronto sono stati inutili. Infatti alla docente sarebbero state imputate le colpe di non saper gestire i suoi alunni e di non saper svolgere il proprio lavoro.

“Una madre – racconta Celi – ha inveito e mi ha calunniato, accusandomi di non fare il mio lavoro con professionalità, di tenere comportamenti inappropriati. Non mi importa, io so quanto sono dedita al mio lavoro. Ma penso: se dei genitori reagiscono così, che senso avrebbe denunciarne i figli?”

Di video su Youtube che ritraggono docenti vittime del bullismo degli studenti ne è pieno il web:  un altro filmato di una scuola della Puglia mostra la reazione di un insegnante mentre gli alunni gli fanno sparire gli strumenti da lavoro dalla cattedra.

Spesso a complicare la situazione ci sono anche le reazioni dei genitori: sempre a Bari, nella scuola media Lombardi, quando il preside aveva imposta la consegna dei telefonini al momento di entrare in classe, è stato letteralmente aggredito da due genitori che non volevano sottostare al provvedimento preso.

Margherita Micelli Ferrari

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