Scuole e uffici chiusi, coperte e rifugi per i senzatetto e sale antighiaccio ai bordi delle strade. Così a Bari, il sindaco Michele Emiliano, ha deciso nei giorni scorsi di fronteggiare l’emergenza neve che avrebbe potuto causare danni al capoluogo pugliese. Grossi disagi non si sono verificati e nel momento in cui i dipendenti dell’Amiu hanno avviato le operazioni di rimozione dei sacchi di sale lungo le strade hanno scoperto la beffa.

Delle 300 tonnellate comprate e distribuite, 45 mancano all’appello. Il 15% dei sacchi di sale non è tornato in deposito. È sparito, rubato, si sono perse le tracce. L’Amiu aveva acquistato le 300 tonnellate al costo unitario di 11 euro. Il danno prodotto all’azienda è pari a 495 euro. Ma a preoccupare maggiormente, non è la somma in denaro bensì ribadire che non si tratta del comune sale da cucina. Non è commestibile.

Si spera che chi ha rubato questi sacchi sia stato qualcuno che davvero ne aveva bisogno. Ossia persone che dovevano fronteggiare l’emergenza maltempo in provincia, dove magari la viabilità era bloccata e il sale avrebbe potuto essere utile. Ma si tratta solo di un’ipotesi  fatta dal presidente dell’Amiu, Gianfranco Grandaliano. Non si esclude che possa trattarsi di una “semplice” bravata o di qualcuno che pensava di poter fare così, gratuitamente, scorte di sale per prevenire un’ulteriore ondata di gelo.

Ecco perché è importante ribadire che non si tratta di sale da cucina. Sarebbe una follia usarlo per cucinare.

Elena Defilippis

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