Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e Bari, snocciola cifre come un ragioniere per commentare il piano di rilancio del progetto San Raffaele del Mediterraneo e il conto alla fine dei calcoli è un boccone amaro da mandare giù:

«Non doveva rappresentare un onere per i cittadini pugliesi – dice –  invece ora i più foschi timori diventano realtà: 220 milioni verranno sborsati dalla Regione Puglia, e quindi dai pugliesi, per finanziare il visionario progetto di una fondazione che ha accumulato 1,5 miliardi di debiti, che sta in fretta e furia dismettendo proprietà in angoli reconditi del globo pur di ripianare il buco di bilancio e che è finita sotto la lente d’ingrandimento del tribunale di Milano per fatturazioni sospette. Il tutto mentre la Sanità pugliese, e quella ionica in particolare, affonda».

Il sindacato ha più volte reclamato la destinazione di quei 220milioni di euro al risanamento della Sanità pugliese e alla sua rinascita. In Puglia, il rapporto tra gli abitanti e il numero di posti letto disponibili è uno dei più bassi d’Italia (2,87 per mille) e a questo vanno aggiunte le carenze di personale medico e non.

Ci sarebbe altro in ballo: già in passato, infatti, il sindacalista aveva fatto notare come, dei 21 ettari assegnati all’ospedale, ben 15 fossero destinati a grandi imprese edilizie che si dedicheranno alla costruzione di appartamenti di lusso e centri commerciali, dopo aver ottenuto i terreni a prezzi fuori dalle logiche del mercato. Solo 6 ettari resterebbero dunque all’ospedale vero e proprio. A tutto ciò, si aggiungerebbe anche una variante edilizia che permetterebbe di edificare su una zona in cui, secondo l’attuale normativa, sarebbe impossibile farlo perché, tempo fa, fu soggetta a un incendio.

Secondo la Uil, si tratta di un grosso affare che porterà soldi nelle tasche di pochi imprenditori senza scrupoli, mentre i cittadini pugliesi sono spesso costretti a emigrare a Nord per curarsi, con la sola alternativa di aspettare mesi prima di ottenere una visita specialistica.

 

Eva Signorile

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