La divisione barese del Coordinamento Nazionale Dei Collettivi ha diffuso un comunicato nel quale si contesta il «sistema capitalistico finanziario di speculazione» in riferimento soprattutto ai tagli previsti dalla legge 133. Si tratta di un atto normativo, nato nel 2008 sotto il quarto Governo Berlusconi, i cui punti deboli essenziali, secondo i gruppi studenteschi, risiedono innanzitutto nel taglio pari a 1.441,5 milioni di euro al Fondo di Finanziamento Ordinario, la cassa delle università ed in secondo luogo alla possibilità che gli atenei si trasformino in fondazioni private.

«Risultato: tasse universitarie più alte, strutture decadenti, mense “dietetiche”, trasporti urbani più costosi, borse di studio insufficienti e centellinate, pochissimi e disperati posti alloggio per gli studenti» si legge nel comunicato emesso dalla sezione barese di Ateneinrivolta. La mobilitazione servirà, a detta dell’organizzazione, per reclamare a gran voce l’autodeterminazione dello studente raggiungibile attraverso «una tassazione realmente proporzionata, fino alla gratuità per i redditi bassi», un «reale controllo sugli evasori» per finire con l’aumento del numero degli alloggi universitari, la gratuità dei trasporti o agevolazioni per i pendolari ed un miglioramento dei servizi mensa.

Oggi è peraltro nato il nuovo Governo targato Monti, ma l’accoglienza da parte di Ateneinrivolta, oltre che di Cub e Cobas è stata fredda: se infatti da un lato quest’ultime hanno sottolineato come «la crisi di sistema dell’economia non sia stata capita» visto che «le ricette proposte anche dal Governo Monti dimostrano che non c’è nessuna riflessione proprio sulla natura della crisi», dall’altro l’organizzazione studentesca ha messo in luce la propria preoccupazione perché «verrà resa possibile la totale applicazione delle disposizioni indicate dall’Unione Europea».

Si legge infatti dal sito di Ateneinrivolta che «Monti è uomo fidato della finanza internazionale e attivissimo in quella strategia portata avanti dal Gruppo Bilderberg che ha lo scopo di “armonizzare” i rapporti tra Europa e U.S.A». «Legati come ben presto saremo, mani e piedi, con questo enorme carrozzone liberista – è scritto nell’articolo ‘Noi non ci fidiamo del Governo Monti!’ – l’unico scenario che possiamo immaginare è quello di una vera e propria macelleria sociale fatta sulla pelle e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici».

Una diffidenza nei confronti del nuovo esecutivo tecnico che traspare anche dalle parole di Cluadio Riccio, portavoce della “Rete della Conoscenza”, che ha avvertito il neo ministro dell’Istruzione Francesco Profumo:

«Se non ci sarà un’immediata e radicale inversione di tendenza nelle politiche del suo dicastero, saremo nelle piazze con ancora maggior forza di quanto non sia già avvenuto con l’ex ministro Gelmini».

 

Angelo Fischetti

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