Siamo nella sede della Croce Rossa Italiana della Puglia, l’ente strumentale pubblico, che è anche sede dell’associazione di promozione sociale privata, in altre parole l’ex comitato provinciale di Bari. Insomma, quel caos troppo calmo generato dal decreto di privatizzazione che sta portando velocemente alla distruzione l’ente umanitario più grande della terra.

La sede è nella centralissima piazza Mercantile, a Bari. Due giorni fa abbiamo raccontato dell’ozio pagato coi soldi pubblici e del mancato rinnovo del servizio di pulizia. Siamo tornati per verificare personalmente la situazione. Nella sede della Croce Rossa, proprio accanto al palazzo che ospita la Guardia di Finanza, si sta consumando quella che sembra sempre più una regolare “truffa” ai danni dello Stato, ma soprattutto alle casse pubbliche e quindi di tutti noi.

Una buona parte dei dipendenti  – che hanno la nostra solidarietà – passano loro malgrado le giornate senza fare nulla. Sì, proprio così, completamente inoperosi. Tre dipendenti sono in procinto di essere trasferiti alla Asl di Bari, che li assumerà. A breve, ma nessuna certezza sui tempi. Altri, invece, aspettano ancora da mesi di poter andare a lavorare in qualche altro ente pubblico. Senza contare lo smobilitato ex Corpo Militare. Bari e la Puglia sono lo specchio di quanto sta capitando contemboraneamente in tanti comitati della Croce Rossa in tutta Italia. Siamo in un limbo in cui non si sa chi debba fare cosa, e quando, e perché, e come. Un vuoto assurdo che sta facendo sperperare una quantità non precisata di soldi pubblici, amplificato in Puglia dall’assenza fisica del presidente regionale.

La leccese Ilaria Decimo, infatti, nella sede di piazza Mercantile, come conferma il direttore generale dell’ente, Francesco Palumbo, si sarà fatta vedere un paio di volte, salvo poi vestirsi in alta uniforme e partecipare alla parata per la Festa della Repubblica. A tanti il paradosso non è sfuggito. Probabilmente la Decimo sa che i bagni della sede sono inutilizzabili, per di più usati anche dai volontari e dalle sue crocerossime, e che la sede stessa non viene pulita da qualche giorno, perché non si sa chi debba pagare il rinnovo del servizio, ma sulla questione non interviene.

Del resto, sembra sempre più evidente che la volontà sia quella di trasferire tutto nel suo amato Salento. Forse  anche questo punto sarà all’ordine del giorno il prossimo 18 giugno, in occasione dell’assemblea regionale, convocata a Foggia.

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2 COMMENTI

  1. Anto’ sei il migliore!!!! Sputtanalo sto schifo di decreto!!!!! La gente vuole tornare a fare il suo lavoro…..si devono vergognare al governo di portare avanti sto schifo!!!!

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