“Cassano non può abbandonare il calcio perché ce l’ha nel sangue, con i piedi meravigliosi che ha può giocare fino a 40 anni”. Antonio Spizzico era l’allenatore di Fantantonio Cassano ai tempi della Pro Inter, quando il talento barese del calcio era poco più che undicenne, un’idea tutta sua di quello che è successo in questi giorni ce l’ha.

Nei giorni scorsi è andata in scena l’ennesima “cassanata”, col fantasista forse più capriccioso del calcio italiano di sempre che prima firma il contratto d’ingaggio col Verona, poi annuncia il ritiro e a stretto giro torna sui suoi passi, giustificando tutto con un momento di debolezza.

“È un fenomeno ai livelli di Messi e Maradona – dice Spizzico – ma perché non sia stato determinante nelle squadre in cui ha militato sinceramente non lo so. Lui è uno che col pallone ci parla e il pallone lo ascolta, fa quello che lui gli dice”.

“Può essere un problema di testa, o forse di strafottenza – punzecchia il vecchio allenatore – sa di essere un fenomeno perché alla fine non è che glielo ha insegnato nessuno. Cassano è nato Cassano. L’unico allenatore che esiste ancora oggi è sua mamma Giovanna, che lo ha fatto, è nato calciatore”.

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