“Non un fallimento, ma sicuramente un peccato mortale”. Il presidente del Bari, Cosmo Giancaspro, prova a mettere i paletti per l’imminente finale di stagione e lo fa, come già spesso è accaduto, mettendoci la faccia in conferenza stampa.

Sul banco degli imputati, ormai da settimane, l’intera squadra apertamente contestata dai tifosi qualche giorno fa e uscita sconfitta per l’ennesima volta in trasferta a Carpi il giorno di Pasquetta. Ma sotto accusa c’è soprattutto l’atteggiamento e il non-gioco di un Bari che sembra si sia perso dopo l’ormai famosa vittoria per 4-3 di Benevento.

“Esiste un limite all’incazzatura anche nello sport – dice Giancaspro riferendosi a chi reclama la mano pesante del presidente – raramente me la prendo con i dipendenti, io credo che al momento serva più una pacca sulla spalla. Lungi da me pensare che, con un allenatore come Colantuono, i ragazzi vogliano risparmiarsi”.

Il presidente biancorosso cerca di analizzare il brutto momento dei galletti ma non riesce a darsi una risposta precisa: “La squadra ha giocato male, non lo metto in dubbio. C’è una crisi di gioco e di identità, in particolare in trasferta. Ma il bandolo della matassa possono ritrovarlo solo loro, i giocatori e l’allenatore. Devono ritrovare coesione, serenità e i calciatori devono tornare a credere in sé stessi”. Il vero Bari, secondo Giancaspro, non è sicuramente quello visto nelle ultime gare: “A Benevento e col Frosinone abbiamo dimostrato di essere una squadra di alto profilo, se giochiamo da Bari possiamo vincere con chiunque.

Per Colantuono, quindi, fiducia confermata: “Il mister, lo staff tecnico e i giocatori fanno un lavoro da serie A. Hanno anche dei premi playoff e promozione importanti. Colantuono ha la mia grande stima, poi gli errori li fanno tutti ma non ho niente da rimproverargli. A fine campionato tireremo le somme, inutile, però, aprire dei processi adesso. Rimangono sei partite nelle quali bisogna essere concentrati e sereni”.

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