Immagini che non lasciano alcuno spazio all’interpretazione, alla strumentalizzazione, alla retorica un tot al chilo. Quelli che vedete sono i migranti, una parte, arrivati a Bari sabato e per cui si sono spesi fiumi di parole, tra inviti a donare vestiti, insulti tra chi li vuole e chi no, minacce di querela per diffamazione, eccetera eccetera.

Non sono foto nostre, non le abbiamo rubate o avute di nascosto da chissà chi, bensì scattate da alcuni stessi agenti nel centro polifunzionale della Polizia al quartiere San Paolo. A fondo pagina, in galleria, oltre alle foto c’è infatti un comunicato del Silp Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia, molto critico per quanto riguarda la gestione dello sbarco, ampiamente annunciato, da parte della Questura. Non entriamo nel merito.

Le immagini ci fanno venire i brividi e vergognare. Non diamo la colpa alla Questura, agli agenti, alle istituzioni locali. non vogliamo dare la colpa nemmeno al Governo centrale o all’Europa. Pubblichiamo le foto solo perché così non si può andare avanti.

Il sistema di gestione degli arrivi, degli sbarchi, di smistamento dei migranti, così com’è, non va. Non ci siamo dimenticati di quei poveretti arrivati dalla Sicilia e stipati come animali nel retro di un’ambulanza, usata come carro bestiame per trasportarli da Bari a Barletta. E meno male che la macchina dell’accoglienza era pronta, così ci avevano detto. Non chiamatela accoglienza, perché tale non è. Se il nostro fosse un Paese civile, chi permette che accada tutto questo, andrebbe a nascondersi per la vergogna.

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1 COMMENTO

  1. questo e’ un paese in declino dove dal cambio dell’ euro si e’ effetuata una speculazione che ha ridotto notevolmente il valore dello stipendio e ha aumentato la disoccupazione… la realta’ e’ che economicamente stiamo diventando come l’africa e non possiamo essere in grado di integrare nessuno visto che gia’ noi italiani siamo escusi da ogni forma di integrazione! Per ricevere qualche aiuto dal governo devi essere a reddito zero cosa impossibile per noi figli della guerra dove anche il piu’ povero pensava a lasciare una abitazione ai propri figli…troppo divario troppa speculazione troppa invidia cattiva che induce giustamente i nostri giovani a scappare verso i reali paesi civilizzati!

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