“Non ci hanno insegnato niente, volevano sapere cosa dovevamo fare a San Nicola e cose del genere”. Lucia è una ex abusiva, quest’anno ha frequentato il corso organizzato dal Comune e si è messa in regola con i permessi per poter allestire la sua bancarella in occasione della sagra per il santo patrono di Bari.

In realtà non è che il corso sia stato inutile, lei stessa racconta che le hanno spiegato come conservare gli alimenti, per esempio, ma sembra far intendere che hanno trattato tutti argomenti già noti. La cappa per aspirare i fumi, però, Lucia non l’ha messa e come lei sono tanti quelli a non aver provveduto tra gli ex abusivi. Non è cambiato il modo di trasportare, conservare, cuocere e distribuire carne, sgagliozze, popizze e polpo. Qualcuno ha la fattura di provenienza, altri no. C’è chi conserva la carne nel frigo delle birre.

In tanti giudicano i controlli inadeguati, anche perché per una brace spenta se en accendono dieci abusive su tutto il lungomare. C’è chi lavora con la licenza del parente e chi si “apoggia” a quella del macellaio amico. Ci sono i dopolavoristi e pure i criminali, che se ne fottono. La maggiore serenità rispetto alle risse, alle cariche e agli arresti è evidente, ma in tanti si domandano in cosa sia consistito il cambiamento oltre il pezzo di carta.

Abbiamo fatto un giro tra le fornacelle e su una cosa sono tutti d’accordo: gli abusivi ci sono ancora. “Stiamo più tranquilli la notte”. Alla fine questo è il commento ricorrente tra i venditori che si sono messi in regola. Sì, ma qual’è la regola? La domanda resta senza risposta.

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