Il presidente del Consiglio Comunale Pasquale Di Rella non le manda a dire. Come già ci ha abituati da un po’ di tempo a questa parte, ha preso carta e penna per mettere nero su bianco il suo pensiero: fuori i nomi delle persone fisiche e giuridiche “potenzialmente interessate dall’applicazione della normativa di favore in questione, con l’indicazione degli importi dovuti da ciascuna al Comune di Bari“.

La normativa di favore in questione è la Definizione agevolata del contenzioso sui tributi comunali ex art.50 etc etc, la denominazione precisa potete leggerla in galleria a fondo pagina, dove è pubblicata la nota di Di Rella indirizzata, tra gli altri, all’assessore ai Tributi Alessandro D’Adamo.

Proprio l’assessore aveva dichiarato: “Con questo provvedimento l’amministrazione comunale è impegnata a perfezionare la strategia di azioni tese a semplificare la gestione del contenzioso tributario, in un’ottica di efficientamento e massima trasparenza dei processi di riscossione delle entrate comunali e, al contempo, di apertura massima nei confronti dei cittadini che abbiano delle pendenze con l’amministrazione, in modo tale da agevolare la risoluzione delle controversie“.

Peccato che tutto gli sia ritorto contro. Quella agevolazione su interessi e sanzioni assomiglia troppo a uno sconto per gli evasori, in barba ai tanti cittadini onesti che, seppur strozzati dalle tasse comunali, pagano regolarmente, o dei tanti in difficoltà che finiscono morosi a doversi barcamenare per non affogare. In ballo ci sono 300 contenziosi, circa 60 milioni di euro e adesso anche una faccia, politica, da salvare. Quella di Alessandro Adamo.

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