“Caro Emiliano, mi auguro che tu possa approfittare dello stop forzato per capire come la sanità la facciano le persone e non le mura”. A scrivere al presidente della Puglia, Michele Emiliano, attualmente convalescente dopo la rottura del tendine d’achille, è Mario Conca, consigliere regionale del Movimento 5 stelle.

“Nell’augurarti una pronta guarigione – premette Conca – voglio sperare che questa tua permanenza in ospedale possa servirti per gustare il pessimo cibo che viene servito in piatti di plastica incelofanata, con muffa e vermi per i più fortunati, così da sperimentare il disgusto che, tre volte al giorno, provano i nostri concittadini ricoverati”.

L’obiettivo della polemica è chiaro, nel mirino del consigliere pentastellato c’è la scelta del Cook&Chill: “Tutto questo solo per aiutarti a fare una scelta netta che riporti le cucine negli ospedali. Sorvolerei sulle tue dichiarazioni in cui dicevi che avevi scelto gli Ospedali Riuniti di Foggia perché di strada visto che venivi dalla Calabria, potevi dire che avevi scelto il chirurgo di cui ti fidavi, essendoti già rotto in passato il tendine, ti avremmo apprezzato di più”.

Non posso non stigmatizzare, però, come ogni tua dichiarazione sia poco attendibile, fatti furbo, “na paroul mangand e r’tiirt a cast”, i proverbi non sbagliano mai!

“Mi auguro – continua la note di Conca – che tu possa approfittare dello stop forzato per capire, altresì, cosa voglia dire aver fatto a meno di 1000 posti letto con il riordino ospedaliero e ad aver rinunciato a battagliare contro i ministeri, MEF e Sanità, per ottenere condizioni e deroghe più favorevoli, piuttosto che assecondare le tue velleità personali”.

“Ti ricordo che tu hai potuto scegliere dove andare e in pochissime ore essere operato da chi ritenevi più capace, la stragrande maggioranza dei pugliesi, invece, deve penare per trovare un posto letto e ricoverarsi dove capita, deve attendere giorni per andare in sala operatoria e, molto spesso, solo dopo aver pagato il pizzo/visita al primario di turno. Rimettiti presto – conclude Conca – e dopo aver preso l’ennesima sberla virtuale il 30 aprile p.v. alle primarie, spero che da allora in poi tu possa dedicarti ai nostri tantissimi problemi irrisolti e incancreniti”.

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