Un doppio affidamento nel giro di soli 6 mesi a “una persona molto vicina a un membro della commissione Trasparenza”. Il Movimento 5 stelle va all’attacco e vuole vederci chiaro su un paio di incarichi che sarebbero stati ricevuti da Giuseppe De Venuto, marito del consigliere comunale ed ex presidente della Commissione Trasparenza, Irma Melini.

I due affidamenti finiti sotto la lente d’ingrandimento riguardano l’Urbanizzazione e le Opere Primarie dello scorso anno: si tratta della progettazione “degli interventi di prevenzione dal rischio idraulico nei bacini idrografici del torrente di Lamasinata” (costo 39mila euro) e di quella per la “costruzione della fognatura pluviale di Ceglie e Carbonara” (altri 42 mila euro).

“Non mettiamo in dubbio la professionalità, ma l’opportunità e l’etica – fa notare Sabino Mangano, portavoce dei 5 stelle in Comune – Stona che ci siano stati due affidamenti diretti a distanza di 6 mesi quando il bando obbligava a non aver avuto altri incarichi nell’ultimo anno. Vogliamo comprendere – sottolinea sempre Mangano – se quello che avviene nell’amministrazione è fatto secondo le norme”.

“È un attacco personale del Movimento 5 stelle contro la mia persona – fa notare Irma Melini – è molto grave che si utilizzino le istituzioni in questo modo. E per colpire me, colpiscono la mia famiglia. Lo dirò fino a quando avrò voce: non mi faccio intimidire dal sistema solo perché non mi piego al Sistema”.

“Ore di Commissione trasparenza monopolizzate dal Collega Mangano solo ed esclusivamente per attaccare me, colpevole, a differenza sua – ha aggiunto Melini – di dire sempre ciò che penso e fuori dal coro, mediante una costante e seria opposizione politica.  Così, dopo le recentissime, autoannullanti calunnie sulle mie false assenze e sulla altrettanto falsa mancata programmazione dei lavori (ancora oggi si lavora con il mio crono-programma e in assenza del nuovo presidente), non avendo altro da eccepire sulla mia persona, il Signor Mangano ha pensato, secondo un collaudato cliché, di dedicare le sue attenzioni alla mia famiglia”.

“Convocare la stampa in Commissione Trasparenza come se avesse la notizia del secolo – attacca la Melini – e ridursi ad un vigliacco quanto infondato attacco contro un professionista della nostra Città, che contribuisce, anche per storica tradizione familiare, a onorare questa terra da molti anni e ben prima del mio stesso approdo in politica, è gesto che si commenta da sé. Le ripartizioni comunali, come proprio da me auspicato, potranno replicare alle illazioni del Signor Mangano: e basterà leggere le carte per verificare il pieno diritto, esercitato in perfetta legittimità, di un professionista, che può essere parente di chicchessia, a fornire le proprie prestazioni in favore di qualsivoglia cliente, Enti Pubblici compresi, e nei tempi e modi consentiti. Una falsità, quella del consigliere dei 5Stelle, riscontrabile dalla stessa, magari più attenta, lettura delle determinazioni”.

“Posso solo dire che sorrido ancora una volta davanti alle insinuazioni, questa volta sul mio ruolo inopportuno di Vice Presidente della commissione Lavori Pubblici: sorrido, perché visto che è noto in Città che non perdo occasione per verificare di persona e carte alla mano ogni opera condotta da questa Amministrazione, devo ritenere queste aggressioni, due in pochi giorni e con la stessa firma, una consacrazione della serietà del mio impegno, del timore che destano le mie interrogazioni documentate, le mie inchieste scomode, le mie dichiarazioni coraggiose”.

“Resta così fortemente censurabile l’utilizzo delle sedi istituzionali per eliminare la concorrenza di colleghi di opposizione più attivi, e ciò che è peggio, infangando la integrità di soggetti estranei alla politica, peggio solo perché familiari. Questa non è buona politica – ha concluso – io sto dalla parte opposta e insieme ai baresi; e, comunque, pugnalate alle spalle o veleni sciolti nel caffè che siano, ho una certezza: non mollo”.

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