Ieri è arrivata l'ennesima conferma: Emiliano s'è fatto politico. Cita don Sturzo, don Milani e il Che per provare a piacere a tutti. Meno che ai pugliesi.

Aveva sempre dichiarato di essere un magistrato prestato alla politica. Invece ieri, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata l’ennesima conferma: il magistrato s’è fatto politico. Michele Emiliano si candida ufficialmente alla segreteria del Partito Democratico e lo fa al culmine di una strategia che lascia tutti gli osservatori col dubbio se sia stata studiata o no.

In poche ore le voci che si sono rincorse sono state tantissime: prima la scissione, diventata ieri “sciagura”, poi le parole al miele a Renzi durante l’assemblea del partito, infine il ritorno all’attacco in direzione, senza che l’ex premier, volato intanto oltreoceano, potesse ribattere.

Alcuni follower, su Facebook, lo accusano di non aver avuto il coraggio o di non aver semplicemente voluto attaccare “l’ex segretario”, come l’ha chiamato ieri senza mai nominarlo, di persona. La verità è che le ultime ore, per Emiliano, sono state ore di riflessione intensa.

Magari qualcuno del suo entourage, un gruppo di lavoro che si è distinto negli ultimi 13 anni nella lettura del panorama politico locale barese e pugliese, gli avrà aperto gli occhi sul fatto che i dissidenti del Pd hanno sempre fatto notizia facendo opposizione interna e sono poi finiti nel dimenticatoio una volta fuoriusciti dal partito, lasciando il posto a nuovi contestatori.

Meglio restare, dunque, e parlare a tutti, non solo a una corrente. Non è un caso che nel discorso di ieri Emiliano abbia citato don Sturzo, padre putativo di tutti i politici di area cattolica italiani, don Milani, se vogliamo un simbolo dei poteri deboli, ed Ernesto ‘Che’ Guevara, rivoluzionario diventato icona della sinistra più radicale. Il Partito Democratico è un partito eterogeneo, ha più anime, ed Emiliano vuole battere Renzi nel suo campo: vuole rappresentarle tutte.

Impresa difficile, se non impossibile, ma intanto il suo spazio sulla scena nazionale l’ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia se lo sta ritagliando, eccome. A testimoniarlo, nella serata di ieri, l’imitazione di Crozza, il cui video è stato rilanciato su Facebook proprio da Emiliano. Che guarda a Roma, ormai ufficialmente. Alla Puglia guarda meno, come guardava meno a Bari già dall’inizio del suo secondo mandato da sindaco, nel 2009. Una libertà che evidentemente si può prendere, a giudicare dalla (non) reazione del centrodestra e del Movimento 5 Stelle pugliesi.

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1 COMMENTO

  1. Chi ha ancora qualche dubbio sul Presidente pugliese, se lo togliesse. E’ un “filone”, come si dice a Bari, cioè è un vero politico, come si dice nel resto del Paese. Niente di quello che fa accade per caso, anche se, a volte, può darne l’impressione. E’ un politico di razza, perchè si lascia sempre una porta aperta per ogni evenienza, anche se questo può portarlo a infelici figure che, comunque, abilmente rimedia con la sua aria da bonaccione. La sua politica è inclusiva, non lascia fuori nessuno, fidando sulla legge dei grandi numeri che, a conti fatti, gli ha sempre dato ragione. Ieri Bari, oggi la Puglia e domani, statene certi, il PD. Questo avverrà subito o alla prossima crisi renziana. Peccato che poi si perda nelle strategie politiche, dimenticando il resto.

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