“Ancora una volta i lavoratori del comparto privato della sanità pugliese sono costretti a subire l’umiliazione delle procedure dei licenziamenti collettivi”. Anche la Cisal Sanità esprime piena solidarietà ai 46 operatori licenziati e declassati dalla clinica Santa Maria. Proprio ieri i lavoratori hanno scritto al presidente della Regione, Michele Emiliano, per chiedere un suo intervento.

“Dopo alcuni mesi dall’acquisizione da parte del gruppo GVM della clinica Santa Maria – fa notare il sindacato – assistiamo all’avvio delle procedure di licenziamento di 46 unita’ lavorative. Non stiamo parlando di esuberi strutturali, bensì di un modo di precarizzare il lavoro, esternalizzando il servizio, abbattendo il costo dei salari, facendo profitti sulle spalle dei lavoratori, i quali è bene sottolinearlo, si ritroverebbero estromessi dal contesto lavorativo della sanità per essere dirottati nell’ambito di un’impresa di pulizie, con mansioni che non corrisponderebbero a quelle svolte dai lavoratori interessati dai licenziamenti”.

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1 COMMENTO

  1. Non si dovrebbe dare fiato alla tromba di chi si dichiara impotente, altrimenti si finisce per dispiacersi di loro. Non spieghino ovvietà comprensibilissime da tutti, ma dicano, piuttosto, dov’erano quando è stato approvato il jobs-act. Anzi, non lo dicano neppure, tanto erano tutti immortalati davanti alle telecamere. Fate così…stateneve zitti e accontentatevi dei soldi delle tessere, finchè dura!

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