Sedici ore di sciopero, con picchetto fuori dal negozio oggi e domani, perché senza preavviso ai 67 operai dell’ipermercato Simply del commerciale Bariblu di Triggiano, lo stipendio di luglio non viene pagato in un’unica soluzione. La decisione – dicono i sindacati – è stata presa senza preavviso e questo ha creato non pochi problemi ai lavoratori. La situazione è controversa e merita un approfondimento al quale non ci sottrarremo. Intanto riportiamo integralmente la comunicazione inviataci da Iperblu, l’azienda proprietaria dell’ipermercato a marchio Simply.

LA REPLICA DELL’AZIENDA – La società Iperblu è subentrata nel marzo 2015 alla società Auchan – che gestiva l’Ipermercato presente nel centro commerciale di Bariblu – che a sua volta era subentrata ad un’altra gestione fallimentare della Iperstanda. Nel subentro, la scrivente Società ha preso in carico ben 67 dipendenti già occupati presso Auchan S.p.A., garantendo continuità occupazionale e tutti i diritti precedentemente maturati dai lavoratori presso le precedenti gestioni, a parità di mansioni, di retribuzione e di anzianità.

La società ha purtroppo registrato gravi perdite di gestione, pari a 600.000,00 euro nell’anno 2016, ed a 300.000,00 euro di perdite di gestione, nei primi 6 mesi del 2017, comunque sempre onorando – puntualmente ed integralmente – tutte le scadenze di pagamento delle retribuzioni maturate, in forza dei sacrifici e dei reiterati rifinanziamenti operati dai soci, al fine di far fronte al pagamento degli stipendi.

Purtroppo, l’assenza di una inversione di tendenza nei trends di mercato ed il protrarsi del periodo di difficoltà economica – ampiamente illustrata in più di un incontro alle sigle sindacali Filcams, Uiltucs e Fisascat, anche da ultimo, nell’incontro tenutosi in data 28/07/17 – ha determinato, a far data dal mese di luglio uno stato di momentanea crisi di liquidità. Nonostante tale grave crisi, la Società ha comunicato che avrebbe provveduto a corrispondere le retribuzioni di luglio con le seguenti modalità: il 70% della retribuzione ed il rimborso totale del credito irpef nella data contrattualmente prevista del 10/08 u.s.; il saldo del residuo 30% entro la fine del mese.

Il tutto, comunque operando ulteriori interventi e provvedendo al rimborso del credito irpef, nella misura normativamente prevista, con ciò comunque garantendo ai lavoratori la percezione di un importo non di molto inferiore rispetto a quello percepito mensilmente e ad alcuni addirittura superiore.

A fronte di tutto quanto innanzi esposto, pertanto, la scrivente Società ritiene non condivisibili ed ingiustificatamente eccessive le motivazione dello sciopero indetto per lo slittamento di pochi giorni tralaltro del solo saldo del 30% della retribuzione del mese di luglio; slittamento peraltro preannunziato dalla Società con specifica nota, a seguito dei vari incontri tenutisi e, di certo, non ascrivibile a determinazioni datoriali, ma scaturente solo dalla perdurante situazione di oggettiva di difficoltà economica, da sempre sopportata integralmente ed esclusivamente dalla Società e dai suoi soci.

Pertanto la Iperblu nonostante la dichiarata incapacità finanziaria di far fronte alla totalità dei suoi impegni – parliamo però del restante 30% del totale delle retribuzioni che sarebbero saldate entro la fine del mese e cioè dopo due settimane – prende atto della chiusura dei sindacati e della incondivisibile volontà di proclamare lo sciopero di 16 ore che avrà però il solo risultato di affossare ulteriormente le già scarse capacità finanziarie della Iperblu.

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2 COMMENTI

  1. Uno schiaffo a chi lavora in proprio, dove ci sono mesi di guadagno e mesi in cui non si guadagna nulla.
    Ricordo che qualche tempo fa questi operai stavano “piangendo” pur di non perdere il posto di lavoro, adesso la loro azienda è in perdita e chiede un sacrificio ai suoi operai, un sacrificio di un ritardo nel pagamento del solo il 30 %, e questi cosa fanno? LO SCIOPERO! Uno sciopero che servirà solo ad affossare ulteriormente l’azienda. Sono proprio curioso di sapere come la penseranno questi operai, quando vedranno la loro vecchia e maledetta azienda chiusa per fallimento. Chissà da chi saranno “riassorbiti” e chissà se non piangeranno sul latte versato.

  2. Mio caro Marco spero che scherzi oppure è uno di quei decerebrati che passano le domeniche e i festivi nei centri commerciali e non capiscono che anche i commessi hanno una vita e delle scadenze e viviamo già di sacrifici e se l’azienda non mi paga non posso a mia volta pagare mutuo bollette ecc provi a chiedere alla banca se ha voglia di essere altrettanto elastica…. tutte queste perdite sono date dall’apertura selvaggia di troppi supermercati e centri commerciali che servono solo a tenere occupati i nullafacenti non hanno portato nuove assunzioni al contrario sfruttamento … come mai 15 anni fa domeniche festivi era tutto chiuso e non c’era crisi come Ora?

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