Un piccolo esercito di precari che attendono la stabilizzazione, un decreto che potrebbe finalmente regolarizzare la loro posizione, ma un concorso pubblico che mette a rischio il loro futuro. È la situazione paradossale in cui si trovano centinaia di infermieri tecnici di laboratorio e di radiologia non solo baresi.

Si tratta di lavoratori con diversi anni di esperienza, in alcuni casi fino a dieci. Professionisti con famiglie e figli a carico che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato ma “combattono” continuamente fra un un contratto a termine e l’altro.

Sul caso dell’abuso dei contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione si è espressa con decisione anche l’Europa, che ha addirittura aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Inoltre il 14 maggio 2016 una sentenza ha imposto un risarcimento che va dalle 2,5 alle 12 mensilità per tutti quelli che hanno lavorato per 36 mesi pur in maniera non continuativa.

Il Governo è quindi corso al riparo con un decreto che sta attualmente seguendo il suo iter parlamentare e diventerà legge presumibilmente a fine maggio. Il testo impone la stabilizzazione di tutti quei lavoratori precari che negli ultimi 8 anni “hanno lavorato per almeno 36 mesi, non continuativi, per la stessa azienda”. In sostanza, si tratta di assumere a tempo indeterminato tutti quei precari che, però, hanno lavorato non per chiamata diretta ma con una procedura concorsuale selettiva (per pratica, titoli oppure esami). Non solo: il decreto sancisce anche che le risorse attualmente usate per pagare i contratti a tempo determinato vengano convertite per pagare i lavoratori a tempo indeterminato. Significherebbe un’operazione a costo zero, o quasi.

Il decreto potrebbe finalmente risolvere la situazione di questi tanti precari. Ma ecco la beffa: lo scorso aprile la Asl Bari ha bandito un concorso con tanto di prova pre-selettiva che si è tenuta a luglio 2016. Per i tanti precari significherebbe, in sostanza, mettersi in gioco, seppur con più titoli nel curriculum, con altri migliaia di candidati per un posto fisso che in realtà gli spetterebbe già di diritto con il decreto convertito in legge.

Questo piccolo esercito di precari chiede quindi che il concorso sia rinviato: “attendiamo il testo definitivo del decreto, vediamo chi ha diritto all’assunzione e poi procediamo con il concorso” è la richiesta unanime. Ci sarebbe anche un risparmio, non da poco, per le casse regionali: in caso di stabilizzazione mediante decreto, infatti, si annullerebbero i vari ricorsi e quindi i risarcimenti per i precari.

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