Sono 200mila gli ambulanti in Italia, 30mila in Puglia. Questo il motivo per cui nel tacco d’Italia fanno molto rumore le proteste della categoria, che chiede di essere esclusa completamente dall’obbligo di messa al bando delle concessioni pubbliche, alla base della direttiva Bolkestein.

Sull’argomento è intervenuto in conferenza stampa Pasquale De Sario, presidente del G.O.I.A. (Gruppo Organizzato Indipendente Ambulanti): “Il ministro Calenda – afferma – ha preso in considerazione il fatto che gli ambulanti non c’entrino con questa direttiva, perché non lucrano col loro posto di lavoro, ma vivono del proprio lavoro“.

Gli ambulanti – aggiunge Giacomo Olivieri, presidente di Sistema Impresa e avvocato – sono preoccupati perché non ci sono certezze. Le sigle hanno interessato il nostro studio legale, che ha provveduto a intimare la sospensione dei bandi alla Regione Puglia e ai Comuni interessati. Alcuni hanno risposto, altri no“.

Il nostro studio legale“, rilancia l’avvocato Gerardo Decaro, “ancor prima della conversione del decreto Milleproroghe, ha provveduto a notificare delle diffide alla Regione Puglia e a tutti i Comuni interessati, per chiedere l’immediata sospensione delle procedure in corso. Dal punto di vista giuridico il problema è chiaro. La legge, invece, è poco chiara. Per questo abbiamo ritenuto di chiedere un interpello al legislatore, affinché dia una linea comune a tutte le Amministrazioni locali“.

Il prossimo 15 marzo gli ambulanti manifesteranno a Roma per chiedere al governo lo stralcio della propria posizione dall’acquisizione della direttiva Bolkestein.

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