Sanzioni pesanti e regole assurde. Anche a Mola di Bari i pescatori sono sul piede di guerra: nel mirino la legge 154 del 2016 che depenalizza alcuni reati della pesca e li trasforma in sanzioni amministrative, quest’ultime definite troppe severe: “Le sanzioni possono arrivare a 75mila euro – sottolinea Nicola Parente, portavoce dei pescatori – ma per tonno e pesce spada si arriva anche alla revoca della licenza. Dietro ci sono intere famiglie e sacrifici di una vita”. Le regole, inoltre, sarebbero piuttosto discutibili. Un esempio su tutti quello del pesce spada: “Dovremmo misurarlo a bordo – spiega Parente – se misura meno di 1.40 lo dobbiamo ributtare in mare, altrimenti rischiamo pesanti sanzioni fino al ritiro della licenza”. La tappa finale è la manifestazione nazionale organizzata per il prossimo 28 febbraio in cui a protestare saranno la maggior parte delle marinerie italiane.

“Non possiamo non ascoltare il grido di dolore che si leva dal settore ittico: la pesca rappresenta un’attività identitaria per la Puglia e versa in uno stato di drammatica criticità, acuita soprattutto da una recente normativa statale che affonda il comparto con oneri e sanzioni gravi e ingiuste”. Così Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia, che oggi ha partecipato alla manifestazione degli operatori del settore che si è tenuta presso il porto di Mola di Bari.

“L’Unione Europea – aggiunge Damascelli – ha emanato dei regolamenti sul Controllo Pesca, prevedendo una serie di gravosi ed onerosi obblighi ai quali si aggiunge l’istituzione di un sistema sanzionatorio i cui importi, però, sono stabiliti dagli Stati membri”.

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