Parcheggio l’auto di fronte al Ciriguito e mentre scarico il passeggino per il più piccolo dei miei due figli, sento la prima minaccia: “Se non te ne vai ti ammazzo”. Il destinatario delle ire di un uomo di mezza età è un parcheggiatore abusivo. La situazione degenera mentre arrivano due coppie di sposi della Bari per bene, pronte a festeggiare il giorno più importante della loro vita tra il Circolo della Vela e il Barion. Dalle minacce si passa agli spintoni. Vola qualche schiaffo. Non fosse intervenuto un cittadino extracomunitario, parcheggiatore abusivo pure lui, a placcare l’esagitato, staremmo a raccontare un’altra storia.

“Tutto nella norma”, dice uno dei geniluomini con il mignolo alzato mentre ingurgita la bottiglia di birra come fosse acqua del rubinetto. La bottiglia è quella comprata di fronte al bar. Il venditore è uno degli abusivi di San Nicola. S’è sistemato in mezzo alle bancarelle mai usate del mercato del pesce. Due frigoriferi carichi carichi e qualche snack.

Il caldo si fa sentire. Arrivati in piazza del Ferrarese, alla fine dell’ex mercato, s’è sistemato un treruote. Vende granite e gelati al limone. “Una alla menta, l’altra all’amarena. Grazie. Quanto ti devo?”. Tre euro. Niente scontrini, niente norme igieniche. A quel punto riprendo l’auto, devo spostarla. Finita la commissione provo a trovare posto abusivamente al Molo San’Antonio. Le siringhe denunciate a maggio sono sempre allo stesso posto. La turista aveva esclamato: “This is the life”. Ma perché la vita dev’essere questa?

Un’altra squadra di parcheggiatori abusivi è sempre lì. Un euro sul bancone e passa il coccolone. Ritrovo mia moglie e i bambini, mentre un gruppetto di adolescenti di 13, forse 14 anni, che arrivano da San Pasquale, dal San Paolo e da Barivecchia, si passano uno spinello, comprato sul lungomare poco prima. Così dice uno di loro invitando un amico a provvedere al pagamento del giro successivo. Tutto questo tra le 18.30 e le 21.30, mentre per lungo tempo una pattuglia della Polizia Locale regola l’attraversamento pedonale all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele, corso Cavour e piazza del Ferrarese.

Non so se chi abbia venduto la granita, la birra, lo spinello o abbia chiesto il caffé per il parcheggio, anche durante le ore in cui vigeva la sosta a pagamento sulle strisce blu fosse un criminale, se appartenesse a questo o quel clane e quindi fosse meritevole di pubbliche attenzioni. Sicuramente era abusivo, compiva un gesto al di fuori delle regole, in una città in cui va tutto bene, un po’ va già meglio con il pone strallato senza pista ciclabile, ma con un bel giro di prostituzione e addirittura andrà meravigliosamente dopo il completamento del water front a San Girolamo; il cambio dei lampioni al Libertà; l’effetto canocchiale in via Sparano e la rotatorizzazione degli incroci. Non fosse già tanto bella di suo, Bari sarebbe già spacciata.

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