Prende un brutto voto e si lancia dalla finestra davanti ai propri compagni. Un ragazzo di 13 anni di una scuola media di Lecce ha tentato il suicidio e adesso lotta fra la vita e la morte all’ospedale Vito Fazzi.

Sul caso indagano i Carabinieri. I compagni di classe hanno assistito a una scena shock: una volta appreso del voto negativo, pare l’ennesimo, il ragazzo si è alzato di scatto e si è lanciato verso la finestra già aperta precipitando nel cortile interno da un’altezza di cinque metri, nei pressi della porta di accesso alla palestra.

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1 COMMENTO

  1. “Nà carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta” (Pino Daniele).
    Anni fa, in una notte piovosa d’autunno, giravo da solo in auto per le vie di Napoli. Il morale non era proprio alle stelle e credendo di far bene, ammiravo i monumenti storici della città. Gira e rigira, mi trovai nei vicoli sporchi dei quartieri spagnoli mentre alla radio davano “Napule è”. Piansi e mi liberai.
    Al pari di Napoli, i giovani sono “nà carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta”. Sono letteralmente scomparsi, a parte le chiacchiere, da ogni agenda di governo. Non ci si interroga più sui casi di suicidio, sul loro numero, sulle motivazioni. Nessuno si domanda quali sono i loro sogni, le loro aspettative, le loro idee. Pare, anzi, che siano d’intralcio e che diano quasi fastidio a questa società. Una generazione giovanile completamente schiacciata da vecchi parrucconi aggrappati fino alla morte ai loro privilegi. Nulla stanno lasciando al futuro, se non chiacchiere e ipocrisia. E allora, come a Napoli, vien da piangere. Non di un pianto liberatorio però, ma di rabbia repressa, a stento liberata da parolacce e maledizioni per chi, avendone la responsabilità, non fa nulla per i nostri figli.

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