La polemica che corre sul web per l’apertura a singhiozzo dell’Antiquiarium
di Canne della Battaglia ed annessa Cittadella, che risulta essere
visitabile dai turisti solo 4 giorni alla settimana, è dovuta alla carenza
di personale.

La direttrice Miranda Carrieri conferma: “a Canne della Battaglia lavorano
cinque assistenti alla fruizione e vigilanza che riescono a garantire
l’apertura soltanto quattro giorni su sette, per nove ore”. Continua la
dirigente – “Due di loro sono a tempo determinato, siamo riusciti a
strapparli al ministero dei Beni culturali attraverso la sua società in
house Ales-Arte lavoro e servizi spa, ma a il 1 ottobre andranno via. –
anche una unità del Polo Museale è stata attinta dalla forza organica quale
volontario dal Castello Svevo di Trani, e che forse dal 1 novembre tornerà
a Trani”.

Il territorio magico del Parco e l’annessa cittadella, ha riaperto il 1
maggio, dopo un’importante restauro costato ben un milione 400mila euro,
finanziati con fondi Cipe dalla Regione Puglia, mentre l’Antiquarium ha
riaperto i battenti il 2 agosto, giorno in cui ricorre la storica battaglia
fra i cartaginesi e romani.

In Puglia, oltre a Canne dlla Battaglia, abbiamo infiniti tesori e musei
che visitabili dai turisti soltanto part time. Nei musei e nei siti
archeologici manca il personale e le strutture sono costrette a ridurre
giorni e orari degli ingressi.

“Ci dispiace enormemente di quanto accaduto, anche e non solo, ai 18
studiosi italo-australiani arrivati martedì 29 agosto a Barletta per
visitare l’Antiquarium e il Parco archeologico di Canne della Battaglia,
purtroppo anche altri turisti stranieri ed italiani, di passaggio a Canne
della Battaglia, sono costretti a rinunciare se non riescono a modificare
l’itinerario ed il periodo di soggiorno perché il sito è aperto soltanto
dal giovedì alla domenica dalle 10,00 alle 18.30.”

“Queste orari e giorni di apertura è veramente il massimo che il personale
riesce a garantire, anche se comprendiamo e condividiamo l’amarezza di
quanti si adoperano per promuovere il Territorio ed anche Canne della
Battaglia, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con il risicato personale in
organico che presta servizio”.

Anche il giorno di Ferragosto, data infrasettimanale di chiusura, è
prevista un’apertura straordinaria, nonostante le temperature elevate sono
stati 219 i visitatori che hanno percorso il sito e apprezzato la nuova
sala multimediale. A fuoco incrociato sia la direttrice sia i sindacati Fp
Cgil stanno predisponendo una nota da inviare al Ministro Dario
Franceschini per una proroga dei contratti a termine ed una soluzione che
non sia temporanea.

La Puglia nell’estate 2017 è stta scenta da un notevole numero di turisti,
tra matrimoni extralusso e presenze di celebrità del mondo dello spettacolo
ed il turismo culturale non ne ha potuto godere pienamente.

Nei musei e nei siti archeologici, Polo Museale della Puglia, il personale
è carente ovunque e si lavora a giorni alterni. Stando alla dotazione
organica decisa con decreto ministeriale nel 2016, e già tagliata dalla
precedente, gli assistenti alla fruizione e vigilanza dovrebbero essere
121, distribuiti fra i 13 siti regionali gestiti dal Mibact.

“Rispetto a questi numeri già risicati – spiega il coordinatore Fp Cgil
Puglia dei beni culturali, Matteo Scagliarini – siamo sotto di un 30 per
cento, con il personale effettivo di operatori che ne conta 92”.
Scagliarini riflette poi sulle conseguenze del turnover. “La media dei
dipendenti è di 58-59 anni. E questo vuol dire che bisogna far presto con
le nuove assunzioni”, spiega. Intanto oltre a Canne della Battaglia ci sono
altri 12 siti, precisa Scagliarini, non possono rispettare l’accesso ai
turisti previsto dall’accordo nazionale di produttività, firmato nel 2001
da ministero e sindacati, che prevede l’apertura delle strutture sei giorni
su sette per 11 ore su 24.

“Anche a Copertino – chiarisce ancora il coordinatore – l’apertura del
castello è prevista soltanto la mattina. E nei giorni festivi resta chiuso.
Sono solo quattro le unità di personale”. Al Museo Jatta di Ruvo di Puglia
la situazione sarebbe al limite della chiusura: vi lavorano tre operatori,
due dei quali andranno in pensione il prossimo anno. Al castello di Gioia
del Colle operano cinque assistenti, al Parco di Monte Sannace addirittura
due. “E quando ci consegneranno il castello svevo di Bari, non sapremo come
fare perché non potremo garantire la gestione in sicurezza del primo
piano”, conclude Scagliarini.

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