“Non si può lavorare in Italia. Evidentemente la burocrazia conta più di ogni altra cosa. Così non mi interessa”. Queste le parole di Flavio Briatore a Repubblica. Rimasto scottato dall’esperienza al Twiga di Otranto, l’imprenditore parla al passato. Si è tirato fuori, almeno fin quando la situazione non sarà chiarita a livello giuridico. La società Billionaire Lifestyle Sarl però aveva semplicemente concesso la licenza mentre a sviluppare l’intero progetto del Twiga di Otranto è stata la società Cerra Sarl. Il pm Antonio Negro dopo aver riscontrato delle irregolarità nelle autorizzazioni rilasciate dal comune di Otranto, ha deciso di porre i sigilli allo stabilimento balneare.

Nel registro degli indagati sono finiti Mimmo De Santis e il progettista e direttore dei lavori Pierpaolo Cariddi. Le ipotesi di reato contestate riguardano violazioni di norme urbanistiche in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e abusiva occupazione del Demanio marittimo. Flavio Briatore non compare in nessuna lista tra gli indagati.

Era già iniziata con il piede sbagliato l’esperienza in Puglia per l’imprenditore. Aveva più volte denigrato la regione per l’assenza di strutture e scuole alberghiere adatte a fornire dipendenti giusti per la sua richiesta, aggiungendo, alle telecamere del programma di Bianca Berlinguer su Rai 3 che: ” I miei manager preferiscono rimanere a Londra o Dubai piuttosto che venire a Otranto”. Tante polemiche per nulla visto che di questo Twiga non s’ha da far.

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