Alla vigilia del prossimo Consiglio di amministrazione della STP, la Società Trasporti Provinciale, per i pochi che ancora non lo sanno azienda a completo capitale pubblico, spunta un documento particolarmente interessante. Un riflettore puntato su un presunto spreco di denaro degno dell’intervento della Corte dei Conti e di una segnalazione all’Anac.

Secondo alcuni addetti ai lavori, ma evidentemente non per il responsabile aziendale dell’anti corruzione, la dottoressa Barbara Santeramo, che è anche dirigente amministrativo e quindi forse incompatibile con la carica, bisognerebbe annullare in autotutela l’operazione per evitare di moltiplicare il danno erariale. E qui viene chiamato in causa il senso di responsabilità di chi subentra alla passata gestione, di cui la STP non si è mai del tutto liberata.

Il documento che siamo in grado di proporvi in esclusiva, dopo quello d’affitto che vi abbiamo già mostrto, con le firme dell’ex presidente Roberto Gargiuolo e dell’attuale amministratore delegato Rosa Pastore, conferma il pagamento di 2.000 euro d’affitto al mese dal 2015 e per sei anni a beneficio della Cartotecnica Donato Srl, azienda tranese sulla provinciale per Barletta.

La STP, che solo recentemente avrebbe affidato ad un tecnico l’incarico per la realizzazione del progetto preliminare, non solo sta pagando 2.000 mila euro al mese per l’affitto di una vasta area di Trani da utilizzare come autorimessa, senza averne finora mai usufruito, ma ha persino stabilito chi avrebbe dovuto pagare i primi lavori utili al transito degli autobus, previsti nello stesso documento che pubblichiamo. Si tratta dello spostamento di alcune pensiline. Sì, perché per raggiungere l’area di parcheggio interessata, i mezzi passano in un “corridoio” comunicante con lo stabilimento dove si lavora la carta.

Il costo complessivo dell’intervento, già effettuato, è di circa 35mila euro. Chi paga? La metà spetta alla STP, l’altra metà alla Cartotecnica, ma con i soldi ricevuti in prestito, non da una finanziaria, ma dalla stessa STP. E veniamo ai lavori principali, quelli per l’adeguamento e messa a norma del piazzale: circa 400mila euro. Facendo due calcoli, aggiungendo a quest’ultima cifra i 35mila euro dei lavori per le pensiline e 2.000 euro al mese per sei anni, senza contare i costi di progettazione, probabilmente l’azienda pubblica avrebbe potuto trovare una sede più adeguata ed economica.

Senza contare il fatto che sommando la fase progettuale a quella autorizzativa, calcolando sono trascorsi già piùù di 24 mesi, i sei anni del contratto saranno passati senza che la STP abbia mai usato il piazzale costato 2.000 euro al mese. Moltiplicando si arriva ad una cifra di 144mila euro. In tutta questa vicenda ciò che continua a preoccupare è il silenzio della politica.

Sono tutte considerazioni che i nuovi consiglieri di amministrazione stanno facendo in queste ore, insieme all’analisi di alcuni elementi su una gara d’appalto di cui parleremo meglio nella prossima puntata della saga che sta appassionando tutti i cultori della cosa pubblica.

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