Azienda e sindacati si sono infatti incontrati oggi a Roma, presso la sede di Regione Puglia, per discutere del futuro piano industriale ma soprattutto del destino dei 1890 lavoratori, parte dei quali rischiano il posto. Alla riunione hanno partecipato gli esperti della Task Force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli.

Quello della Bosch è una vicenda sollevata in tempi non sospetti dalla nostra inchiesta, per lungo tempo ignorata e arrivata agli onori delle cronache da qualche mese, dopo gli esuberi annunciati dall’azienda nello stabilimento barese.

L’azienda ha ritirato la proposta di licenziamenti e si è impegnata a non ridurre l’orario di lavoro e a non derogare al contratto nazionale di lavoro. In questo modo saranno salvaguardate sia l’occupazione e predisposte le condizioni per prospettive future con la gestione degli ammortizzatori sociali su base quinquennale e l’apertura di un tavolo regionale sulla riorganizzazione del lavoro.

“Abbiamo trovato una soluzione positiva all’ipotesi prospettata dalla Bosch alcuni giorni fa per affrontare il calo dei volumi legato alla crisi del dieselgate – sottolinea il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano – Abbiamo ottenuto come punto prioritario la definizione di un piano industriale che ha l’obiettivo di garantire le prospettive del sito e i livelli occupazionali”.

“È stato determinate – continua Uliano – individuare dentro gli ambiti del Contratto Nazionale le soluzioni contrattuali (permessi retribuiti, parte ferie e banca delle ore) che saranno oggetto di una trattativa locale e il chiarimento in sede ministeriale nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali relativamente ad una gestione più flessibile al quinquennio mobile. Questo ci ha consentito di preventivare l’utilizzo degli ammortizzatori nel periodo meno saturo nel piano industriale prospettato dall’azienda”.

“Ora a livello territoriale verrà definito l’accordo di utilizzo delle flessibilità d’orario, unitamente agli investimenti prospettati dalla direzione aziendale sia relative alla nuova pompa, alle nuove attività relative alla meccanica fine. Già dalla metà di ottobre inizieranno i lavori connessi al lancio della produzione della nuova Pompa Cp4. Abbiamo costruito le condizioni per dare prospettiva e sicurezza occupazionale agli oltre 1890 dipendenti dello stabilimento di Bari e giungere alla piena occupazione entro il 2022”.

“La Bosch di Bari è tra le più importanti realtà produttive della Puglia – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – L’intesa raggiunta tra azienda e sindacati apre la strada al rilancio dello stabilimento della zona industriale. La Regione Puglia è pronta a valutare possibili incentivi agli investimenti per diversificare la produzione”.

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