Solo pochi giorni fa avevamo raccontato l’ennesima chiamata inopportuna alla Centrale operativa del 118. L’uomo, con la febbre bassa, aveva tenuto bloccata l’ambulanza, scoprendo il territorio in caso di reali emergenze. Oggi vi raccontiamo di un’altra ambulanza, quella della postazione ex CTO, in piazza Chiurlia a Bari, rimasta parcheggiata per sette ore – avete capito bene, sette ore – al pronto soccorso del Policlinico.

Altro che emergenza-urgenza. Non è la prima volta che vi diciamo degli equipaggi del 118 ostaggio dei pronto soccorso, soprattutto del Policlinico dove, a quanto pare, scarseggiano le barelle, soprattutto spinali.

L’episodio è legato ad un incidente in moto, avvenuto ieri mattina sul lungomare di Bari. Due giovani, poco più che 20enni, scivolano e finiscono al suolo. Alle 12.30 uno dei due, una ragazza, viene trasportata in codice rosso al pronto soccorso. La barella spinale dell’ambulanza, quella su cui è stata messa in sicurezza la paziente, non può essere restituita all’equipaggio. Il pronto soccorso ne è sporvvisto.

Bisogna aspettare. Un’ora, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. I soccorritori vengono libertati solo alle 19.30, con il ricovero della paziente nel reparto di Ortopedia del Policlinico, per alcune sospette lesioni alle vertebre. Un’oretta prima, si era liberata una barella, ma si trattava “solo” di quella utilizzata per trasportare in reparto un altro paziente. Serviva una spinale, che non è mai arrivata.

Si chiama servizio di emergenza-urgenza, per questo in tanti invocano campagne di sensibilizzazione che riescano a convicere la cittadinanza all’uso consapevole del 118, ma sempre più spesso le ambulanze vengono “sequestrate” nei pronto soccorso. Chissà quanta gente in quelle sette ore è stata soccorsa in un tempo maggiore di quello che avrebbe impiegato l’ambulanza della postazione ex CTO nel caso fosse stata libera.

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