“Vuoi essere pagato come da contratto nazionale? Devi raggiungere questo punteggio”. L’ennesima prova di forza delle aziende nei confronti dei lavoratori arriva da Bitritto, precisamente dalla FlipCall, società che fa capo a Comdata offre servizi di outbounding a diversi committenti, in questo caso particolare a Vodafone.

Già da alcuni mesi i lavoratori denunciano decisioni alquanto discutibili da parte dei vertici aziendali. Abbiamo raccolta la denuncia di un gruppo di addetti del call center che per ovvi motivi ci ha chiesto di restare anonimo.

Facciamo un passo indietro. A gennaio entra in vigore il nuovo contratto collettivo nazionale per i collaboratori a progetto nei call-center: “La retribuzione lorda oraria minima sale a 6,51 euro ma l’azienda – notano i lavoratori – ha trovato il modo di aggirare questa novità: ci ha decurtato un forfettario 10%. In sostanza ci hanno tolto il cosiddetto cazzeggio”. Ma non è finita qui. Dal 1 febbraio viene istituita ‘l’ora produttiva’: “È composta dai tempi di composizione, conversazione, post-chiamata”. Significa, in sostanza, che il pagamento non è più a ore, ma in base ai minuti effettivi trascorsi al telefono in conversazione.

L’azienda, ignorando qualsiasi protesta, ha addirittura rilanciato, introducendo da luglio un’ulteriore norma che penalizza i lavoratori: “Ogni contratto buon fine porta un certo punteggio. Noi dobbiamo raggiungere 1350 punti per avere il classico pagamento login – logout”. Significa, in buona sostanza, che i lavoratori devono ottenere quel risultato per ricevere un salario che invece spetterebbe per legge :”In questo modo noi lasciamo il pizzo all’azienda”.

Inutile, quanto poco incisivo, l’intervento in azienda dei sindacati. La Cgil, così ci hanno detto i lavoratori avrebbe tentanto di entrare in aziende ricevendo le deleghe di un gruppo di lavoratori:”Poi non si è più visto nessuno – afferma il lavoratore – anzi, colui è che stato nominato rappresentante sindacale è stato mandato via, non gli hanno rinnovato più il contratto”.

Insomma, si è cantato vittoria troppo presto. I benefici del “nuovo” contratto collettivo nazionale sono durati quanto un battito di ciglia: giusto il tempo per le aziende di trovare il modo di aggirare la legge e trovare l’inganno. E a perderci, come sempre, sono i lavoratori.

Restiamo a disposizione dell’azienda, dei sindacati e dei politici che volessero aggiungere o precisare qualsiasi cosa sulla questione.

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