La Guardia di Finanza non toglie gli occhi di dosso dalla STP, la Società Trasporti Provinciale. Nei giorni scorsi, dopo aver ascoltato l’ex direttore generale Mauro Piazza e la dipendente Pasqua Giangrande, a Bari e Trani, i finanzieri sono tornati alla carica nella sede del capoluogo pugliese. A conferma di quanto scritto nelle puntate precedenti dell’avvincente saga sulla società di trasporto pubblico amministrata dalla professoressa di filosofia, Rosa Pastore, pare che i riflettori delle fiamme gialle siano accesi in più direzioni.

Nell’ultimo caso sarebbero state le consulenze a finire nel mirino. Consulenze di cui pure vi abbiamo dato conto in passato, intervistando l’allora e attuale presidente STP, Roberto Gargiuolo. Un elemento che starebbe interessando molto gli investigatori attiene a quel terreno di Trani affittato, regolarmente pagato e non utilizzato. Un contratto firmato inizialmente dal solo Gargiuolo, che ai nostri microfoni aveva annunciato l’intenzione di lasciare l’azienda a settembre scorso. Terreno pagato materialmente dal ragionier Cavalieri su mandato dello stesso presidente. La situazione è particolarmente complessa, anche perché solo alcuni mesi fa il Consiglio di amministrazione avrebbe ratificato il contratto.

Bene farebbe la consigliera comunale e metropolitana, Anita Maurodinoia, a chiedere spiegazioni, così come promesso ai tempi del G7. L’inchiesta che la vede protagonista per la gestione e certi appalti della ex Provincia di Bari, però, l’avrà distratta da quanto succede all’interno dell’azienda politicamente riconducibile alla sua corrente. Nell’inchiesta sulla ex Provincia compare il nome di un’azienda, quella della famiglia Partipilo, alla quale per tre anni STP ha assegnato la manutenzione del verde e la deratizzazione. La cosa curiosa è che i nuovi gestori del verde e gli altri ai quali è stato chiesto un preventivo, non risulterebbero iscritti nell’elenco dei fornitori. In tanti si chiedono come mai, nel caso di affidamento diretto, non sia stata presa in considerazione una delle imprese della lista.

Il Consiglio di Amministrazione del prossimo 12 giugno si preannuncia particolarmente infuocato, anche per l’ennesima promozione che si intende appiccicare sul petto di Barbara Santeramo, senza neppure una selezione interna come previsto dal regolamento aziendale e senza segnalazioni per particolari necessità. La dipendente, già in un anno già scalata di parametro, è in odore della più alta promozione alla quale si possa aspirare, quella a dirigente, seppure la cosa non sarebbe gradita al neo direttore d’esercizio, Sergio Bocchetti.

La notizie della promozione a dirigente circola da tempo in azienda, nessuno ne fa mistero e, a quanto pare quella della ratifica in Consiglio di Amministrazione sarebbe solo una formalità. Si sarebbe atteso che la Santeramo si laureasse, cosa avvenuta questa settimana. Il parere negativo di Bocchetti, però, conterebbe meno di quello dell’eminenza grigia che continuerebbe a tenere le fila dell’azienda, con qualche puntatina nella sede STP di Bari, ma soprattutto con i soliti incontri nel bar del centro commerciale Bari Max.

Sappiamo che la politica è agitata per la situazione interna alla STP, ma ancora sonnecchia, probabilmente per non rovinare gli equilibri generali. A questo punto, però, un intervento del sindaco di Bari, sindaco dell’Area Metropolitana e sindaco dei sindaci, Antonio Decaro, non sempre più procastinabile.

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