Firmi una transazione per beccare più soldi possibile, rinunciando ad avere pretese nei confronti dell’emittente televisiva che ti ha preso a pesci in faccia, ma poi ti accorgi che l’azienda non è più fallita, al contrario di quanto riportato nella lettera di licenziamento. Succede a Coversano. La storia è quella della 58enne Maria Coletta, ex responsabile amministrtivo di Videopuglia srl, ancora in onda al canale 86 del digitale terrestre. La prova dell’esistenza dell’emittente del Gruppo Norba che ha licenziato la donna un anno fa. Ritrovarsi, poi, col culo per terra a tre anni e mezzo dalla pensione, senza stipendio, dovendosi pagare di tasca propria i 27mila euro che servono per mettere insieme tutti i contributi previdenziali necessari. Eccolo il lato beffardo della faccenda.

Il caso di Maria Coletta, prima assunta alla corte di Telenorba, dov’è rimasta per più di dieci anni, prima di transitare in Norba Service e finire in Videopuglia srl, è il più emblematico tra tutti quelli raccontati finora. Corre l’anno 1977, Telenorba è stata costituita da pochi mesi e la signora Coletta finisce sul libro paga di sua emittenza Luca Montrone. Ha da poco compiuto 18 anni. Dopo 39 anni la responsabile amministrativa si ritrova senza lavoro, licenziata per la cessazione imminente di un’attività che ancora prosegue sul canale 86.

L’ex dipendente segue la contabilità, in effetti la situazione economica preoccupante le fa credere all’imminente chiusura ventilata nella lettera di licenziamento. Ecco spiegato il motivo per cui firma una conciliazione in sede sindacale. Non lo avesse fatto, avesse ressistito allo sress psicologico delle pressioni dei veritici di Telenorba, adesso staremmo a raccontare un’altra storia. Tant’è. A febbraio del 2018 la Coletta finisce i due anni di disoccupazione e, come detto, se vuole andare in pensione fra 36 mesi, deve pagare di tasca propria 27mila euro di contributi. Sì, ma con quali soldi senza stipendio e ammortizzatori sociali?

Telenorba ha stabilito l’ennesimo record poco invidiabile, in questo caso quello di non essere riuscita ad accompagnare alla pensione neppure la sua prima assunta; una che per tanti anni è stata persino al fianco dell’ingegner Montrone, ricoprendo anche il ruolo di sua segretaria. Una vita dedicata al lavoro, sacrificando gli affetti, buttata nel water di mille promesse. Attualmente Videopuglia, che mentre scriviamo manda in onda la televendita di un supporto per disabili, conta solo un dipendente e per di più, lui sì, vicino alla pensione. E pensare che Videopuglia in passato ha contato oltre 25 dipententi, molti dei quali transitati nel tempo nella casa madre o in altre aziende del Gruppo, a seconda della necessità di attingere ai finanziamenti pubblici.

Questa storia non ha una morale, ma mette in mostra un paradosso. Al servizio di Telenorba ci sarebbe un pensionato, non uno con la minima, che si occupa di ciò di cui  avrebbe potuto occuparsi Maria Coletta.

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