Lo scorso 5 febbraio avevamo pubblicato la durissima nota della Cgil, che tra le altre cose diceva: “Lavoratori ricattati senza piano industriale”. L’azienda incontrerà i sindacati, ma la data non è ancora stata fissata.

Il futuro è incerto, questo è innegabile. Il presente è schizofrenico. C’è la solidarietà, ma la domenica si fa straordinario. I sindacalisti aziendali continuano ad essere nell’occhio del ciclone e le segreterie provinciali e regionali finora sono state abbastanza silenti.

Per cercare di avere risposte siamo andati al congresso della Fim Cisl, dove abbiamo provato a fare qualche domande ai due principali dirigenti dello stabilimento Bosch di Bari, Francesco Basile e Giuseppe Pappagallo. Il primo non parla, l’altro non ha voce.

Domandare è lecito, soprattutto quando c’è in ballo il futuro di centinaia di lavoratori, padri e madri di famiglia. Non sempre rispondere è cortesia. Siamo stati indirizzati nuovamente all’ufficio stampa della Bosch, al quale chiediamo formalmente un’intervista per conoscere la posizione aziendale rispetto a quanto scriviamo ormai da un anno. Lo ricordiamo, nel caso qualcuno lo avesse dimenticato, che il colosso tedesco ha drenato un bel poì’ di soldi pubblici.

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