Cos’è un Haiku? Un preciso numero di sillabe (17 more per l’esattezza) o un vero e proprio componimento poetico? Sicuramente entrambe le cose. Ma soprattutto è una sintesi straordinaria di sentimenti ed emozioni del poeta, rispetto al suo mondo e al suo vissuto. Molto più che una tecnica linguistica legata all’essenziale e all’immediatezza sensoriale, perché trascende la realtà e va diritto al cuore di chi legge. L’Haiku, antico e sofisticato genere letterario giapponese, sarà presentato nell’opera “Il sangue è calce. 108 Haiku”, del giornalista e scrittore Angelo Di Summa nel Castello Caracciolo a Cellamare, in provincia di Bari, giovedì 16 marzo alle 18.30.

«Io e Marisol Cinquino, presidente della locale pro loco, siamo lieti di presenziare questo evento di altissimo valore culturale – dice Michele de Santis, sindaco di Cellamare – Castello Caracciolo si aprirà sempre a ogni espressione artistica. La creatività è per noi sinonimo di crescita e sviluppo. Per questo ringrazio sin d’ora, oltre all’autore Angelo Di Summa, la relatrice, professoressa Laura Mitarotondo e il musicista Nicola Antonio Staffieri».

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