“Gestione della cultura e dello spettacolo discutibile che mette in difficoltà le realtà del comparto”. È la denuncia della Consulta Operatori dello Spettacolo che hanno inviato una lettera agli diretta al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, a tutti i capigruppo, ai presidenti delle Commissioni Cultura e Trasparenza e all’Assessore alla Cultura.

Molti i dubbi sul regolamento approvato un anno fa e sulle modifiche allo stesso in corso in questi giorni redatte tramite la consultazione di tavoli tecnici e di un Osservatorio non pienamente rappresentativi. Il documento denuncia la mancanza di una direzione culturale precisa, nonchè la frequenza di “bandi con tempistiche impossibili e al di fuori da qualsiasi ragionevole idea di programmazione, bandi spesso iper dettagliati con particolari tanto complessi quanto singolari”.

Denunciata come inadeguata anche l’attenzione ai legami tra cultura e turismo, liquidata secondo gli operatori con grandi “eventi” privi di una reale ricaduta duratura sul territorio a causa della mancanza di una programmazione di qualità e continuativa e di una visione chiara e condivisa delle potenzialità di attrattiva artistico culturale della città.
Il gruppo di operatori chiede di accogliere una serie di “proposte volte al miglioramento della vita culturale della città e alla creazione di uno strumento di partecipazione e condivisione estremamente moderno e aderente alla trasformazione in atto in tutti gli ambiti pubblici”.

Tra le proposte del documento la più significativa è certamente la “Creazione della Consulta degli Operatori della Cultura e dello Spettacolo dell’Area Metropolitana barese in seno alle istituzioni come da art. 40 dello Statuto del Comune di Bari che parla di “organismi di partecipazione rappresentativa”. All’interno della Consulta potrebbero confluire tutte le associazioni di professionisti della cultura e dello spettacolo allo scopo di esprimere pareri preventivi e di formulare proposte agli organi comunali. Scopo è promuovere azioni più partecipative e snelle dove le compagini possano mantenere la loro natura artistica senza snaturarla di altre competenze che distraggono da obiettivi artistici e creativi. Compito della Consulta è anche quello di verificare l’efficienza del finanziamento pubblico e il suo reale impatto sulla città.

Altre proposte sono: bandi con scadenza di almeno 40 giorni e almeno 60 nel caso di progetti particolarmente dettagliati e complessi; distinzione tra finanziamenti annuali e triennali con percentuali di budget da definire basata su un fatturato reale medio degli operatori dello spettacolo baresi; creazione di un indirizzo culturale preciso e condiviso dagli operatori riuniti in Consulta volto all’esaltazione delle potenzialità più caratterizzanti del territorio riconoscibili a livello internazionale; commissioni destinate alla valutazione dei progetti presentati formate da esperti esterni che non abbiano avuto rapporti di parentela nè in alcun modo rapporti con le associazioni coinvolte e i loro membri negli ultimi 5 anni; accordi tra Comune e SIAE e/o INPS (EX-ENPALS) per snellire e facilitare la capacità organizzativa degli operatori nel territorio ecc

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