“Particolarmente preoccupante, sul fronte dei ricavi totali, appare lo scostamento tra quanto previsto e quanto realizzato sulla contribuzione dagli Enti Locali/Soci e sul fundraising da privati: entrambi al 30 giugno sono pari a zero. La fondazione, quindi, per tutto il semestre di riferimento ha potuto contare solo sui ricavi da biglietteria e sui contributi Fus”. A parlare così, anzi a scrivere, del Petruzzelli è il commissario per le Fondazioni liriche Gianluca Sole nella sua relazione semestrale stilata per la prima metà del 2016.

La Fondazione Petruzzelli, lo ricordiamo, è tra quelle che hanno chiesto e avuto accesso secondo la legge Bray al Fondo di rotazione del Governo per il risanamento, insieme al Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Opera di Roma, Maggio Fiorentino, Comunale di Bologna, Carlo Felice di Genova e Verdi di Trieste. Nella sua relazione sugli otto Teatri, per Sole “c’è una maggiore attenzione alle performance economiche e all’efficienza dell’attività operativa”, però “si tratta di risultati che non garantiscono che l’auspicato risanamento sia effettivamente conseguito alla fine del triennio”. Insomma, ci sono luci, ma anche ombre. Quanto al Petruzzelli, per fortuna è in linea con il Piano su costi di produzione e su quelli del personale e presenta anche un “positivo esito delle performance di mercato relative ai ricavi da biglietteria e abbonamenti.

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